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Lo stadio servirà davvero?

Il Bologna si è iscritto alla corsa per Euro 2032, ma certezze assolute sulla costruzione di uno stadio nuovo non ce ne sono. Di certo, il passaggio formale apre la rincorsa, ma sull'effettiva realizzazione di un impianto nuovo pesa soprattutto un fattore: i soldi. Ne servono 300 e per ora, tutti, non ci sono. E' anche questo uno dei motivi che dovrebbe portare la Uefa e a escludere Bologna, assieme probabilmente ad altri sei città, ma ospitare o meno gli Europei non è il fattore dirimente della questione, dato che il dialogo con il commissario Sessa prosegue. In sintesi, anche rimanendo fuori dagli Europei, qualcosa dallo stato potrebbe arrivare e l'iter stadio procedere ugualmente. Quanto mancherebbe per coprire tutta l'operazione? Circa 70 milioni di euro. Ora, ammesso e non concesso che si riuscirà a costruire la struttura, quali saranno i benefici per il Bologna? L'affitto si paga ora al Dall'Ara e si pagherebbe anche lì e gli introiti per il club sarebbero esclusivamente da stadio, botteghino e attività correlate. Quanto il bilancio rossoblù potrà diventare sostenibile se ora le stime dicono, in attesa dei numeri ufficiali, 85 di ricavi e 140 di costi? Difficile pensare che il Bologna potrà smettere di cedere top player grazie allo stadio e di certo quel tipo di disavanzo non può essere colmato da un impianto nuovo. Dall'altro lato, i tifosi avrebbero una struttura accogliente che li possa tenere riparati da pioggia, vento e ora anche sole considerando le alte temperature persistenti, ma per generare incassi e introiti serviranno politiche popolari e servizi di qualità. Prima di tutto questo, per invogliare i tifosi a frequentare lo stadio, servirà soprattutto una buona squadra.

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