E’ normale non essere ancora perfetti

E’ normale non essere ancora perfetti

Bologna decimo in classifica con 9 punti, con qualche rammarico e rimpianto, ma è impossibile essere perfetti ora: il ciclo di Mihajlovic è iniziato solo a febbraio

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Squadra da calibrare

Ci sono ancora degli automatismi da calibrare dietro (Lyanco via e la coppia Denswil-Bani arrivata per allungare le rotazioni) e l’esempio che la retroguardia non sia a pieno regime sta nei gol presi più o meno con tutte le composizioni: fino a ieri si pensava che il problema fosse solo Denwsil, purtroppo domenica la squadra ha subito due reti con Bani e Danilo in campo. Forse non dobbiamo tanto fossilizzarci sul singolo ma calibrare la filosofia di una squadra molto offensiva e che non ha paura di concedere spazi dietro, lasciando i difensori anche in uno contro uno. A centrocampo, se l’esperienza di Medel ci ha messo un attimo a integrarsi, Schouten avrà bisogno invece del classico tempo di ambientamento, allungato da un fastidioso infortunio estivo. Poi l’attacco, dove le rotazioni sono abbondantissime. Svanberg contro la Lazio ha finalmente messo in mostra le sue qualità e ora farà sudare non poco Soriano, mentre per il ruolo di centravanti, se non avesse 37 anni, il titolare inamovibile sarebbe Palacio. Tuttavia, il fatto di non dare continuità ad una scelta sulla prima punta può essere un valore aggiunto – ricchezza della rosa – ma anche un limite, cioè non riuscire a trovare un assetto consolidato.

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