E’ normale non essere ancora perfetti

E’ normale non essere ancora perfetti

Bologna decimo in classifica con 9 punti, con qualche rammarico e rimpianto, ma è impossibile essere perfetti ora: il ciclo di Mihajlovic è iniziato solo a febbraio

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Skov Olsen

Ma è soprattutto su Skov Olsen che voglio soffermarmi in chiusura. Il ragazzo ha talento, non c’è dubbio, ma è ancora percettibile la sua gioventù, il suo essere acerbo per il calcio italiano almeno per partire dal primo minuto. Innanzitutto dovrebbe togliere il posto a Orsolini, che in questa fase non è sostituibile – e se ‘Orso’ si intestardisce su qualche dribbling è perché il gioco del Bologna è finalizzato anche a creare uno contro uno per lui – e in secondo luogo è necessario concedere al danese il tempo di crescere. Se ci pensate, lo stesso Orsolini – tra Atalanta e Bologna – ci ha messo circa due anni prima di raggiungere il livello attuale, perché ogni cosa ha necessità del suo tempo per diventare compiuta. E anche su Skov serve pazienza, pur se questa dovesse durare lo stesso tempo del compagno di reparto. Insomma, tutta questa filippica per sottolineare come il Bologna, ad oggi, non possa essere perfetto per natura e tempi, lasciando qualche punto per strada con errori sparsi qua e là. Ecco perché quando la maturazione sarà raggiunta si potrà pensare all’ultimo gradino del ciclo ‘saputiano’, sperando che la proprietà abbia la volontà di trattenere da ora in avanti i giocatori migliori: l’Europa.

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