I voti a squadra, allenatore, dirigenza e proprietario: ecco i promossi e i bocciati

DIRIGENZA 5.5

Proviamo a fare dei distinguo. Si fatica a capire il ruolo di Marco Di Vaio, che però evidentemente avrà compiti di raccordo tra squadra e società. Non sta a me dare un giudizio non avendo capito in maniera chiara cosa faccia, probabilmente i giocatori sarebbero in grado di esprimere meglio un voto. Arriviamo a Bigon. Alcune prese sono clamorose, come i vari Verdi, Poli e Di Francesco, altre meno. Insomma, come tutti i direttori sportivi azzecca alcune cose e sbaglia altre. Qualche errore a livello comunicativo c'è 'stappiamo lo champagne con la salvezza' e di sicuro non è un dirigente che aizza l'entusiasmo delle folle. Mezzo Bologna è ancora di stampo corviniano, lui ha proposto qualche aggiunta interessante e di certa plusvalenza, che è un po' quello che gli veniva chiesto. Ma ci sono state anche risorse utilizzate senza un ritorno, Nagy, Krejci, per fare alcuni nomi, il duo Falletti-Avenatti e soprattutto De Maio. Diciamo che si può migliorare, come voto starei sul 5.5. Infine Fenucci. L'arte oratoria non gli manca e da amministratore delegato non toccherebbe a lui parlare di aspetti tecnici. Diciamo allora che sta lavorando alacremente sul restyling in mezzo a tanti slalom tecnici-economici. Forse si avvicina la quadra e sicuramente l'aspetto strutturale è fondamentale per una società che punta ad adeguarsi ai dettami europei. Resta da spiegare una cosa per far comprendere a tutti come uno stadio 'di proprietà' sia importante. In quali termini economici la realizzazione dell'opera genererebbe più risorse al club?

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