I voti a squadra, allenatore, dirigenza e proprietario: ecco i promossi e i bocciati

DONADONI 5.5

Il ritornello è il classico 'dobbiamo crescere e migliorare' ma dopo due anni, salvo qualche rara eccezione, miglioramenti sensibili non se ne vedono. Il suo Bologna è una squadra perfetta nel non fallire l'appuntamento diretto per la salvezza, tante vittorie contro le pericolanti e diversi successi decisivi per cavarsi di impaccio, ma quando si è trattato di fare un saltino in più puntualmente si è andati incontro al fallimento. Il 5.5 è giustificato dalle salvezze tranquille abilmente raggiunte, altrimenti il voto sarebbe chiaramente più basso. Manca una identità di gioco che non sia far arrivare il pallone sull'esterno e sperare che uno dei nostri talenti crei qualcosa, manca anche una tenuta difensiva nonostante il costante 4-5-1 proposto dal tecnico. Poi i dati. Da quando è arrivato Donadoni il Bologna perde la metà delle partite casalinghe, ma ovviamente sarà tutta colpa dei singoli...Insomma, il Bologna non sarà certo fenomenale ma presenta un parco attaccanti che tante squadre si sognano, eppure facciamo fatica non solo a segnare ma molto spesso anche solo a tirare. Salvo la cavalcata partita ad autunno 2015, la squadra di Donadoni è sempre molto simile a se stessa nei difetti, senza mai lasciare traccia di un miglioramento netto. Nonostante, è corretto dirlo, da qui siano passati tanti giocatori. E quando si chiede entusiasmo è necessario capire che diventa difficile trasmetterlo quando i tifosi, nello stadio di casa, vedono più sconfitte e brutte partite che vittorie. Ma in realtà il concetto sarebbe un altro e va al di là della vittoria e della sconfitta: diversi allenatori danno l'impressione di riuscire a far rendere sopra media i propri giocatori, da noi non accade mai. Siamo evidentemente sfortunati e i giocatori scarsi li prendiamo tutti noi mentre quelli buoni vanno altrove.

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