Il campionato parte con due mesi di ritardo, ma da Lecce non si scherza più. Palladino dovrà tirare fuori il Bologna dai guai
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Quali sono le certezze?
Toccherà a Raffaele Palladino ricostruire le fondamenta della squadra per poi alzare la struttura portante. Il problema è trovare gli interpreti giusti. Diversi leader sono stati ceduti e i sostituti sono circondati dai punti interrogativi delle incognite. Uno, per esempio, è Torbjorn Heggem, finito in una crisi involutiva che lo ha coinvolto sia in rossoblù che in nazionale. E non è banale per essere il perno della difesa a tre. A centrocampo, 'Palla' non ha avuto a disposizione Ferguson (il quale si è smazzolato quattro partite in nazionale) e potrebbe ricorrere a Moro con Pobega al fianco, mentre in fascia Miranda e Zortea sono oggi certi del posto. Tutti, per un motivo o per un altro, non rappresentano una certezza assoluta, ma tanti piccoli tasselli da comporre nel modo giusto con la consapevolezza che da qualche parte la coperta sarà corta. Prova ne è l'imminente firma di Matteo Darmian, prevista per domani, prelevato dal mercato svincolati come quasi mai il Bologna aveva fatto. Certezze che mancano anche in porta, in cui Skorupski ha iniziato con due sanguinosi errori più l'intrigo della famosa riunione tecnica di Napoli. Infine, l'attacco. Orsolini è pronto a rientrare tra i titolari mentre Berna è stato gestito per un fastidio muscolare e Cambiaghi è il perfetto equilibratore, ma privo del guizzo giusto in zona gol. Il tutto con Piccoli chiamato ancora alla titolarità.
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