Come riportato su questo portale nel tardo pomeriggio di ieri, prima dell'inizio dell'allenamento in programma alle 15 c'è stato un lungo colloquio tra il mister e la squadra negli spogliatoi e, successivamente, un dialogo tra Lopez e Corvino di una decina di minuti nei pressi del campo. Nel primo, Lopez ha cercato di ridare verve ad un gruppo apparso in difficoltà dal punto di vista fisico e mentale nel corso della partita di Trapani, spronando la squadra ha reagire in vista della sfida cruciale contro il Livorno sabato al Dall'Ara, nel secondo Corvino ha cercato - assieme al mister - di capire cosa non ha funzionato nel Bologna siciliano che nel secondo tempo avrebbe potuto prendere due reti senza colpo ferire. Un colloquio costruttivo in cui Lopez ha illustrato quelle che sono le problematiche del Bologna dal punto di vista tattico, interloquendo con un Corvino convinto della scelta di proseguire senza troppo indugi con l'attuale allenatore. Per il nuovo diesse rossoblù dalle difficoltà si esce solo con il lavoro quotidiano improntato al miglioramento, ed è quello che cercherà di fare Lopez in questi giorni che ci separano dallo scontro diretto con gli amaranto. Se sotto l'aspetto mentale la squadra deve riattaccare la spina, diverso è il discorso condizione fisica che da due mesi a questa parte sembra aver abbandonato i rossoblù. In questo caso sarà necessario capire se il Bologna ha improntato una preparazione estiva che potesse dare i suoi frutti migliori durante il girone di andata (pagando qualcosina nel ritorno) oppure se il richiamo fisico effettuato durante la sosta permetterà agli uomini di Lopez di volare in primavera quando le altre squadre pagheranno la stanchezza. Di sicuro è necessario ritrovare unità in campo, una squadra compatta e che gioca in 11 non sfibrandosi e o sfilacciandosi alle prime difficoltà. Lo spogliatoio è unito e tutto dalla parte del mister, argomento in più per la proprietà nel confermare Lopez e non reputarlo il problema maggiore. Tra gli ostacoli da superare anche gli infortuni che hanno privato l'allenatore di due alternative importanti come Krsticic e Mancosu, il serbo a centrocampo può dare quelle verticalizzazioni che nessuno sembra avere, la punta offrire un modo di giocare diverso rispetto a quello che possono fornire Sansone, Cacia e Improta, tutti e tre provati nelle varie soluzioni senza però ottenere risultati soddisfacenti. Il primo a tornare dovrebbe essere l'attaccante, non contro il Livorno e, forse, nemmeno a Carpi, ma dopo la Pasqua l'ex Trapani potrebbe essere il vero valore aggiunto di questo Bologna piatto in avanti. Per il mediano forse occorrerà più tempo però averlo a disposizione per l'ultimo mese di campionato potrebbe risultare decisivo. La sensazione generale, anche in società, è che questo Bfc abbia le carte in regola per ottenere la promozione (a maggior ragione dopo il mercato) ma non per staccare definitivamente chi sta dietro in maniera netta e decisiva. Si lotterà presumibilmente fino alla fine; ecco perché è necessario stare uniti.

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