Partita incredibile al Dall’Ara, le matricole terribili del Bologna sembravano aver portato a casa 3 punti fondamentali poi due minuti di follia a tempo scaduto consentono al Milan di riagguantare un pari insperato complice un Sorensen distratto

Bologna-Milan è una partita all’insegna dell’emergenza, Pioli sceglie il 4-2-3-1 con la coppia Laxalt - Lazaros sugli esterni e Cristaldo unica punta per via di un infortunio in rifinitura subito da Rolando Bianchi. Diamanti come sempre sulla trequarti. Dall’altra parte Allegri, abbastanza obbligato, sceglie Robinho e Birsa a supporto di Matri. Pronti via e il Bologna è aggressivo cercando di sfruttare la corsa di Laxalt e Morleo sulla sinistra mentre Diamanti viene subito preso da De Jong che si fa sentire con un intervento ruvido dopo cinque minuti. Buon Bologna che chiude il Milan ma come sempre succede alla prima vera occasione i rossoneri passano. Robinho taglia verso il centro e non viene preso da nessuno, servizio filtrante per Poli (dimenticato da Morleo e Laxalt) che infila Curci con un preciso diagonale. Il Bfc subisce il colpo, come con il Toro e non riesce a reagire, anzi Matri avrebbe la possibilità di mettere a segno il pugno del ko ma prima sfiora il palo di testa e poi sciupa a due passi dalla porta. I rossoblù soffrono terribilmente il lato sinistro con Abate e Poli in perenne percussione e in fase offensiva ci si affida a folate solitarie soprattutto con, incredibile a dirsi, Garics a destra. Il primo segnale concreto gli uomini di Pioli lo mandano con Laxalt al 29’ ma Abbiati copre il palo. Poi da un innocuo rilancio di Curci la difesa rossonera va in bambola e sempre Diego (non Perez) dall’Uruguay segna nel contropiede più strano del mondo. Uno a uno e Bologna che pareggia nel suo peggior momento, d’altronde il calcio è questo. Si va al riposo.

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Le emozioni non finiscono di certo qua, soprattutto quando di fronte ci sono due squadre che subiscono una valanga di reti. Nella ripresa riparte il Milan ma riparte anche Curci che salva due volte nel giro di cinque secondi prima su Robinho solo in area e poi su Birsa, le amnesie difensive continuano e il Bologna sembra poter capitolare ogni qual volta la squadra avversaria si affaccia in avanti. Ma il match di stasera è strano e tutto può succedere. Pure che Garics e Lazaros duettino come Messi e Dani Alves con il greco che pennella perfettamente sul secondo palo per la testa dell’ormai idolo Diego Laxalt: due a uno. E’ un Bologna diverso, pimpante, tonico e lottatore con ruso Perez sempre pronto a dettare i tempi del pressing. Il risultato è ovviamente un altro goal vista l’imbarazzante difesa rossonera. Stavolta è merito di Cristaldo che per un istante si trasforma in Pascutti e insacca di testa in tuffo su splendido assist di Diamanti. Padroni di casa in controllo e Allegri che prova le carte della disperazione Niang ed Emanuelson. Il Milan non si arrende ma Curci e la difesa rossoblù sembrano reggere. Pioli toglie uno stremato Perez per Krhin e inserisce Sorensen per Lazaros con lo scopo di infoltire la difesa. Forse la scelta si rivelerà sbagliata. Di fronte c’è sicuramente un Milan a tratti impresentabile ma che non molla. Robinho sfrutta una indecisione (l’ennesima) difensiva per insaccare dopo una mischia furibonda in area. E’ il minuto 89 e si comincia ad aver paura, soprattutto per i cinque minuti di recupero concessi. Non si fa neanche a tempo ad imprecare che i rossoneri pareggiano: doppio errore di Sorensen che prima si fa anticipare di testa da Robinho, salva Curci, poi sempre il danese goffamente prova a rinviare ma serve il pallone agli avversari, c’è Abate…3-3. Incredibile davvero, questa volta fa tanto male perché i rossoblù l’avevano in pugno. Attenzione, al minuto 94 Diamanti tira da venticinque metri e colpisce la traversa. Come con la Roma l’anno scorso. Mai una gioia per i tifosi rossoblù, è un inizio stregato: tra Samp, Udinese e Milan sono già sei punti buttati. E il Milan di stasera era un pugile suonato che stava solo aspettando che dall’angolo gettassero la spugna. Invece il Bologna ha cortesemente esposto l’altra guancia, per andare ko assieme con un pari che non serve a nessuno.

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