E’ durata solo un tempo la reazione al set perso a Roma contro la Lazio. Anche se almeno la squadra ci ha provato. Non qualitativamente. Vincono i partenopei tre a zero con le reti tutte nella ripresa quasi a segnalare anche un Bfc provato e con la spia della benzina largamente accesa. C’è anche da dire che l’emergenza difensiva si è riproposta perché il ritorno di Morleo è coinciso con l’assenza di Antonsson costringendo Pioli a schierare una coppia di centrali inedita composta da Sorensen e Carvalho. I due se la sono cavata bene nel primo tempo, mentre nella ripresa hanno mostrato tutti i loro limiti che testimoniano una volta di più la non proprio alta competitività della rosa rossoblù che tutte le volte è stata chiamata a far salire qualche riserva si è ritrovata nel buio più profondo. Come detto, il primo tempo è stato equilibrato in una partita dai toni accesi e vivi per via della rivalità tra le due squadre e per la voglia dei Bologna di riscattare il disastro romano. Sono volati calcioni, da una parte e dall’altra, sintomo comunque di una partita vera che ha visto il Napoli vincerla nella seconda metà quando i ritmi (e le distanze) dei bolognesi sono venuti meno. Oltre all’agonismo qualche occasione: prima Cavani con due cross invitanti su cui nessuno arriva poi Diamanti e Gilardino, il primo con una punizione velenosa mentre il secondo, ben pescato da Christo, di testa. Ecco il migliore dei padroni di casa, il greco. Tanta corsa e copertura condita da ottimi spunti in avanti. Chi invece pare essersi spento è Taider: lezioso e a tratti svagato sembra realmente uno con la testa forse in vacanza. Giudicarlo solo in base a queste ultime partite però sarebbe ingiusto. Resta comunque un Bologna incerottato e logoro: da una parte titolari stanchi che hanno tirato la carretta fino adesso, dall’altra giocatori forse ormai non più concentrati su una stagione che nulla ha più da chiedere e infine riserve che fanno calare drasticamente il livello della squadra che può ritenersi fortunata non essendo stata inflitta da infortuni gravi durante la stagione nei suoi uomini chiave. Tutto questo si evidenzia nella ripresa quando il Napoli partendo tre volte in contropiede trova praterie immense senza troppi ostacoli. Carvalho e Sorensen ci mettono lo zampino in tutti e tre i goal. Il primo lascia troppo spazio ad Hamsik, il secondo cicca l’intervento lasciando la possibilità a Cavani di beffare un ingenuo Stojanovic e tutti e due assieme si fanno prendere in velocità sempre dall’uruguagio in occasione del terzo, e Dzemaili ringrazia. Una volta calati i ritmi sono emerse tutte le differenze tecniche tra le due squadre, restano però troppi nove goal in due partite che forse segneranno non poco la mente del povero Stojanovic che rischia pure il paperone salvo poi essere salvato dal guardalinee e dal fuorigioco. La nota positiva è la sconfitta interna del Palermo che sancisce la salvezza matematica dei rossoblù a due giornate dalla fine. Stavolta il merito è di Angella. Il finale di stagione sta comunque rovinando l’annata che aveva visto centrare l’obiettivo minimo della salvezza. Si può discutere del perché (tranne l’anno scorso) il Bologna abbia un crollo verticale nelle ultime giornate. Sarà qualcosa di cronico che neanche un allenatore come Pioli riesce ad eliminare completamente, l’attenuante però è un livello medio della squadra non di certo altissimo soprattutto quando salgono i panchinari. E la linea difensiva ne è il sintomo più lampante. La qualità neanche stasera si è vista, la grinta nel primo tempo poi il vantaggio azzurro ha segnato il Bologna nella mente e nelle gambe. La stagione è finita a Bergamo, il resto sembrano amichevoli.
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