Terza vittoria consecutiva per gli uomini di Pioli che staccano definitivamente la zona calda e adesso guardano, come l’anno scorso, alla parte sinistra della classifica. Vittoria meritata per i rossoblù che comandano la gara per quasi tutti i novanta minuti se si escludono i concitati attimi finali. Bravo Curci a salvare su Cambiasso.

La partita. Parte forte il Bologna che sfrutta lo stordimento interista, causato anche dalle scelte discutibili di Stramaccioni, e si presenta dalle parti di Carrizo tre volte nel giro di dieci minuti. Comincia Sorensen di testa, poi Gabbiadini spreca una bella palla di Christo solo davanti all’estremo difensore argentino e infine Gilardino al volo sibila il palo a portiere battuto. Dominio in lungo e in largo dei rossoblù favoriti da un Gargano in condizioni (psicologiche) imbarazzanti, Benassi buttato nella mischia nella partita (forse) decisiva per salvare la panca di Stramaccioni che sembra un bambino al primo giorno di scuola e un Stankovic che è solo un vecchio ricordo del giocatore mortifero di una volta. Il Bologna va così a nozze: Gabbiadini, Diamanti e Christo tengono i ritmi alti non permettendo all’Inter di costruire con tranquillità l’azione, Gilardino dà profondità e la coppia Perez-Taider tiene cucita la squadra che ormai conscia del proprio valore tende a sbilanciarsi. I nerazzurri non creano nulla degno di nota nel primo tempo, anche Guarin è in ombra e se non gira lui è finita. Palacio combatte praticamente da solo contro Antonsson e Sorensen (bene entrambi) e nessuno è in grado di dargli una mano. Si va al riposo con la sensazione che i rossoblù abbiano sprecato un’occasione d’oro per andare negli spogliatoi avanti di una o due reti.

Nella ripresa Stramaccioni prova a cambiare inserendo Cassano per Benassi, Pioli è costretto a togliere Sorensen per Naldo, qualcosina si vede ma è sempre il Bologna a fare male. Dopo aver sciupato un paio di contropiede è Perez a trasformarsi in Pirlo lanciando perfettamente in verticale Gilardino che, da classico bomber di razza, calcia di prima intenzione non lasciando scampo al non perfetto Carrizo. Senza se e senza ma il vantaggio è strameritato. A questo punto Pioli opta per coprirsi inserendo Khrin per Gilardino non in perfette condizioni fisiche e Strama prova la carta Cambiasso al posto di Schelotto, passato da re del derby a giocatore più fischiato. Da metà ripresa in poi il Bologna cala un dal punto di vista fisico e senza Gilardino fatica a tenere il pallone in attacco, si passa così allo spazzare l’area il più possibile cercando di eliminare ogni granello di polvere. Grossi pericoli non ne arrivano se non in mischia. In una delle quali è bravo Curci ad uscire a valanga su Ranocchia, ancor più bravo qualche minuto dopo su un bolide di Guarin. Che saranno minuti di sofferenza lo si capisce anche dall’infortunio, speriamo non grave, di Perez sostituito da Guarente. Nella bolgia caotica finale però anche il neo entrato si rivela utile in un paio di chiusure ma il più decisivo di tutti è ancora Curci (forse è davvero il portafortuna del Bfc) che con un miracolo salva dall’angolino basso un colpo di testa di Cambiasso. C’è tempo per un altro infortunio, stavolta a Morleo, che esce sorretto dai medici. Finisce così. Terza vittoria consecutiva e sabato prossimo arriva la Juve al Dall’Ara. Ormai si può sognare qualunque cosa, le luci a San Siro sono state accese. Dal Bologna però.

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