Alla luce dell'assemblea dei soci di mercoledì abbiamo intervistato Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente rossoblù, sull'attuale situazione societaria e sul perché fare calcio a Bologna appare sempre così difficile
Giuseppe Gazzoni Frascara, ieri c'è stata l'assemblea dei soci. Il succo del discorso è l'abbattimento del capitale sociale, lo si può definire un brutto segnale?
"E' realismo, nel senso che la necessità di abbattere il capitale sociale deriva da una perdita che ha bisogno di essere ripianata. Se le perdite superano un terzo del capitale sociale bisogna provvedere ad abbassarlo. Una volta abbattuto lo si ricostruisce".
Con questa situazione debitoria ricostruirlo sarà difficile, tant'è che il Bologna sarà costretto a cedere di nuovo giocatori a gennaio. Che idea si è fatto di questa crisi economico-finanziaria?
"Il calcio è così, brucia molta cassa. Non c'è niente da fare. Io stesso mi trovo un po' in difficoltà a parlare di questa situazione dopo essere stato presidente per dodici anni, anche perché non conosco i conti. Ad ogni modo è chiaro che i presidenti più virtuosi campano tranquillamente, tutti gli altri devono ripianare. In Italia di virtuosi ne conosco due: De Laurentiis e Pozzo".
Ci spieghi meglio.
"De Laurentiis è stato bravo, ha fissato il prezzo per Cavani e lo ha ceduto alla cifra che ha voluto. Non ha ceduto, certo, molto probabilmente aveva le spalle larghe ma poi ha ricostruito la squadra spendendo meno. Pozzo invece ha costruito da trent'anni questa rete di osservatori in grado di scovare talenti e generare plusvalenze. In più a Udine hanno un ottimo allenatore".
Come mai allora a Bologna non si riesce ad essere virtuosi? 35 milioni di euro di monte ingaggi non sono un po' troppi per una squadra in lotta per la salvezza?
"Bologna è una piazza ambiziosa, se Campedelli retrocede col Chievo non succede nulla a Verona, nel senso che sono abituati a stare in ascensore se invece retrocedi a Bologna apriti cielo. Nella nostra città ci sono cinque o sei tv e cinque quotidiani, a Udine no. C'è meno pressione. Pensi che quando retrocessi nessuno mi salutava più per strada, quando poi è saltata fuori calciopoli hanno ripreso. Ma il vero problema sono i costi di gestione. Quando presi Baggio pagai il cartellino 2milioni e mezzo e di ingaggio prendeva uno. Signori, sulla scia di Baggio, l'ho preso a poco. Al giorno d'oggi quei due varrebbero 20 milioni a testa e prenderebbero 4 milioni di ingaggio. Capite che c'è una differenza enorme".
Abbiamo capito, servono tanti soldi. In società c'è ancora un personaggio con le spalle larghe: Zanetti, il quale potrebbe avere le risorse economiche per garantire un futuro sereno al Bologna. C'è possibilità di rivederlo al timone?
"Non lo so, chiaramente è un imprenditore facoltoso ma dovrebbe investire tanto e in un momento di crisi. Non è facile buttarsi in un'avventura del genere. A questo Bologna servirebbero almeno 30 milioni di euro per fare la squadra, servono un portiere, un difensore, un centrocampista e un attaccante. A Bologna bisognerebbe dire chiaramente: il nostro obiettivo è la salvezza. Se parti da questo presupposto è chiaro che Diamanti è fuori portata per questo obiettivo perché si tratta di un giocatore di un'altra categoria. Detto questo Guaraldi è un ottimo presidente, se dovesse farsi da parte mi auguro che Zanetti possa essere un'alternativa. Si tratta di una speranza".
Insomma, il nocciolo della questione è che fare calcio è costoso. Evidentemente l'imprenditoria locale non può sobbarcarsi queste spese. Rimangono come unica speranza i magnati stranieri.
"I magnati investono nelle grandi città europee, Bologna ha una fama a livello culturale ma quando vai all'estero e dici "vengo da Bologna" ti rispondono "dove si trova Bologna?" e tu ovviamente dici "tra Firenze e Venezia" perché quelle sono metropoli conosciute in tutto il mondo. Il magnate investe a Londra o Manchester, non verrà a Bologna. Non ha notorietà, purtroppo…"
In conclusione, ringraziandola della disponibilità, c'è da affrontare il lato sportivo. La squadra è ultima in classifica, secondo lei ce la farà a risalire e salvarsi?
"Le qualità ci sono, contro il Sassuolo è stata sfortunata ma resta comunque il fatto che la rosa è molto diversa da quella dell'anno scorso. Io ci spero, in questi casi siamo tutti tifosi del Bologna. Su questo non c'è dubbio".
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