Abbiamo intervistato il Presidente regionale di Legambiente Lorenzo Frattini in merito alla costruzione del centro tecnico nelle campagne di Granarolo.
Lorenzo Frattini, il centro tecnico di Guaraldi è sotto ispezione. Partiamo dall’indagine conoscitiva della procura.
"L’indagine è nata da un nostro esposto alla magistratura, non ci sbilanciamo perché lasciamo gli inquirenti tranquilli di indagare. Diciamo che è un progetto secondo noi decisamente forzato, soprattutto con l’intento di trasformare una zona agricola in edificabile producendo vantaggi economici importanti per i proprietari di quei terreni".
Il ricorso al Tar invece?
"È stato promosso dai cittadini, siamo d’accordo con loro per poterne presentare un secondo integrato di ulteriori elementi. Nel loro ricorso è stata chiesta la sospensiva per impedire l’inizio dei lavori, non significa che salterà tutto ma potrebbero essere prese misure cautelari, non sotto il profilo penale ma sul rispetto delle regole di realizzazione e di correttezza amministrativa".
Se dovessero essere riscontrate delle incongruenze sul piano amministrativo?
"Verrebbe meno l’atto di trasformare il terreno da agricolo in edificabile e quindi la possibilità di bloccare tutto".
Guaraldi però dice di non aver mai chiesto una trasformazione d’uso.
"Bè, se si vuole fare un intervento nella pianificazione urbanistica un terreno o è agricolo o è urbanizzato-urbanizzabile. Questo lo decide il comune. Se si vuole costruire una struttura l’amministrazione deve trasformare la destinazione d’uso dei terreni. Costruire un polo sportivo su un terreno agricolo non si può fare, è ovvio".
Ma i costi dei terreni?
"Chiaramente un terreno ad uso edificabile ha un costo diverso rispetto ad uno agricolo. Diciamo che il problema riguarda i terreni confinanti, perché può anche succedere che un giorno si decida di costruire qualcosa attorno all’area in questione. Non dimentichiamoci che siamo in mezzo alla campagna e l’amministrazione che verrà dopo potrebbe anche decidere di dare il via libera alla costruzione di edifici nelle zone limitrofe, perché ovviamente avere un colosso come un centro tecnico potrebbe creare un effetto domino".
C’è quindi il rischio di speculazioni edilizie?
"Con queste trasformazioni l’ipotesi diventa concreta, ovviamente se devo andare a costruire una struttura in piena campagna è difficile che mi si dia il via libera, mentre se invece è già presente un polo sportivo di grandi dimensioni diventa più semplice. Un po’ come succede con gli svincoli stradali, come potete notare attorno sorgono sempre dei capannoni o costruzioni simili".
Passiamo all’elettrosmog e a quei famosi tralicci. Che pericolo c’è per chi lavorerà in quella struttura e per chi si allenerà su quei campi?
"Stando così le cose nessuno potrebbe soggiornare o allenarsi per più di quattro ore, speriamo che l’Arpa verifichi attentamente la situazione. Ripeto però che il problema più grande è il luogo dove verrà costruito questo centro tecnico, si rischia di deturpare un’area verde".
Ma sul fatto che quei terreni sarebbero stati valutati di più rispetto a quelli confinanti?
"Ovviamente se si sa che il terreno in questione è destinato alla costruzione di un centro tecnico, verrà valutato maggiormente rispetto a tutti gli altri".
Per chiudere parliamo dell’interesse pubblico che potrebbe avere la realizzazione di questa opera. Si tratta di un beneficio oppure è una giustificazione per poter costruire il centro tecnico?
"Se vuole il mio parere è una scusa per realizzare una costruzione edilizia, se vogliamo parlare di rilancio economico e di benefici per l’area secondo me sarebbe stato meglio pensare di realizzarla in una zona più vicina a quella abitata. In questo modo una persona poteva andare al centro sportivo e poi prendersi un caffè al bar a Granarolo, invece qui stiamo parlando di una struttura che sorgerebbe in piena campagna e di conseguenza parlare di rilancio economico è del tutto fuori luogo".
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