Forse ci aspettavamo una sconfitta vista l’emergenza, ma non in questo modo. Il Bologna va in gita a Roma a godersi il clima primaverile e decide di non scendere in campo. Ne prende sei, punteggio tennistico, peccato non si giocasse al foro un match tra Federer e Nadal ma all’Olimpico tra Lazio e Bologna. E’ un peccato perché ci sta un rilassamento a fine campionato ma così è davvero troppo: per la maglia che va sempre onorata, per i tifosi che hanno assistito allo scempio e alle voci che ora si scateneranno sulla serie di pareggi e su una partita non giocata. Forse la verità è quella di un match che i rossoblù hanno approcciato già consci di perdere con Abero terzino, Stojanovic in porta e con un Garics impresentabile da un po’ di tempo a questa parte. E’ anche difficile commentare una sfida di questo tipo, con i biancocelesti che la sistemano in diciotto minuti tra il 21’ e il 38’. Quattro reti in poco più di un quarto d’ora, con l’andazzo che si era capito fin da subito quando Abero ha falciato Candreva dopo un minuto. L’uruguagio è l’emblema della stoltezza del mercato rossoblù: spacciato per terzino, su un campo da calcio forse non solo non è in grado di ricoprire quel ruolo, ma non pare capace di fare nulla di utile. In Lega Pro si trova qualcosa di meglio, per non citare altre categorie ancora più in basso. Tre goal della Lazio sono arrivati dalla sua parte, dovrebbe fare il terzino ma in quella posizione non c’è mai e in più è lento e impacciato in qualunque cosa cerchi di fare. Sia chiaro, anche altri oggi non hanno timbrato il cartellino. Taider e Perez che non hanno praticamente mai fatto filtro e perso palloni banali, sintomatico il goal di Hernanes con l’uruguagio fermo. Diamanti latitante da un paio di partite, meglio ora che a metà campionato ma se il giocatore è questo forse la cessione non sarebbe poi così una disfatta. La cronaca la omettiamo perché non c’è molto da dire, è stato un monologo biancoceleste e quando il divario è così elevato il racconto dei fatti passa in secondo piano. E forse sarebbe come sparare su una croce rossa. Il Bologna entra nella storia in negativo visto che era dal ‘91 che non perdeva con un tale passivo, già questo la dice lunga su quello che è stata la partita. Non c’è molto altro da aggiungere, per il tifoso bolognese è forse la classica giornata pessima. Di quelle in cui quando piove grandina. Si esce con sei goal sul groppone da Roma, la Juve festeggia lo scudetto e qualcuno sente le trombe in festa anche tra le vie della dotta, rossa e grassa città. Il peggio del peggio. Adesso però è assolutamente necessario riscattare questo orrore, perché così si rovina una stagione comunque positiva che qualche soddisfazione ce l’aveva data. Si può perdere, ma i colori rossoblù andrebbero sempre onorati. Oggi non è stato fatto.
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