I rossoblù sbancano Pescara e riprendono fiato allungando sulla zona calda. Arbitraggio discutibile: tre rigori concessi e mancata espulsione di Cascione. Ancora Kone a decidere.


La partita. Pioli a sorpresa schiera Curci in porta al posto di Agliardi e si affida al 3-4-2-1 con Kone e Diamanti a supporto di Gilardino. Il Bologna sembra tenere bene il campo e prova a comandare il match col Pescara sempre pronto a fare male in contropiede. Nel primo quarto d'ora non succede quasi nulla, le uniche azioni degne di nota sono un paio di progressioni di Weiss (che predica quasi nel deserto). Al 5' è proprio lui a sfiorare il palo alla destra di Curci. I rossoblù provano ad alzare i ritmi e a far valere le maggiori qualità tecniche. Al 16' Taider impegna Perin da lontano, lo stesso fa Diamanti sei minuti più tardi. Gli uomini di Pioli mostrano un discreto calcio anche se a volte si continua a masticare un po' il pallone, e il pareggio comincia ad andare stretto. Poi arriva De Marco che al 29' concede un rigore molto dubbio per un presunto fallo di Antonsson su Weiss. In realtà è l'attaccante ad andare addosso al difensore. Sul dischetto va proprio lo slovacco che sigla l'uno a zero. Quattro minuti più tardi dalla parte opposta è bravo Cherubin ad anticipare Zanon in area di rigore: calcione del numero due pescarese. De Marco non può esimersi dal fischiare il penalty. Va Diamanti (che ne sbagliò uno all'andata proprio con gli abruzzesi) e opta per non rischiare nulla tirando una bordata centrale. Uno a uno. A questo punto sembra si veleggi tranquilli verso il tè sul risultato di parità. Al 45' però ancora Weiss semina il panico sulla destra (distratto Taider) e viene toccato leggermente sul tallone. De Marco non fischia nulla, l'arbitro di porta gli consiglia il rigore. L'unica cosa che si può dire è che appare più rigore questo del primo. Va D'Agostino che riporta in vantaggio i suoi. Andare al riposo sotto di una rete in questo modo potrebbe essere una mazzata.

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Il secondo tempo ricalca la fotocopia del primo. Rossoblù a comandare le operazioni e abruzzesi chiusi nella loro metàcampo. I biancoblù sostanzialmente vivacchiano solo ed esclusivamente sulle sparate di Weiss, per il resto non c'è nulla. Sforzini commette falli a ripetizione e passa più tempo a litigare con gli avversari che a giocare, Zanon compie un paio di interventi da killer e la difesa balla come Psy di Gangnam Style. Al 50' arriva il pari. E' un capolavoro dei due giocatori più talentuosi della rosa di Pioli: punizione perfetta di Diamanti e grandissima incornata di Gilardino a centro area. Goal da bomber puro. Due a due. Non finisce qui, almeno per De Marco parso non all'altezza. Cascione commette un fallo di mano volontario quando era già ammonito, sarebbe stata espulsione sacrosanta. Ad ogni modo il Bologna ci crede anche perchè il Pescara con il passare del tempo sparisce dal campo mentre i rossoblà dimostrano una buona condizione fisica. Poi c'è da dire che il Bologna in trasferta non pareggia mai, o perde uno a zero o vince tre a due. E quando si vince tre a due c'è sempre un minimo comune denominatore: Panagiotis Kone. A Roma pennellò il cross per la rete di Gila, a Napoli sfoderò una sforbiciata da urlo e oggi, su splendido centro di Morleo, come un rapace sigla la rete del vantaggio a venti minuti dalla fine. Da notare lo splendido traversone del terzino dopo averne ciccati diversi col piede buono (il sinistro) ne mette uno perfetto col destro. Per il Pescara invece i tiri in porta sono zero e le uniche azioni create (a parte qualche mischia sgomitata) sono i due rigori. C'è tempo nel finale per vedere una staffilata del greco che sibila a fil di palo e tutto il peggio del repertorio al 94' divorandosi un goal già fatto. Non importa. Il Bologna esce vincitore dall'Adriatico e si porta a più cinque sulla zona retrocessione. Quando i rossoblù vanno in trasferta, puntate sul tre a due.

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