Mentre si cerca di fare lo stadio, la famiglia Saputo cede le società casearie in Europa. Arriva Darmian e l'intervista di Sartori...
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Saputo per quanto a Bologna?
E chiudiamo con Saputo. Il presidente sta cercando di fare lo stadio, ma parallelamente starebbe valutando anche una eventuale uscita di scena. Non una cosa immediata, ma un pensiero latente e che può diventare concreto nel caso in cui si palesasse un compratore affidabile e disposto a mettere sul piatto una certa cifra. D'altronde, ha portato il Bologna in Europa, vinto una coppa, forse farà anche uno stadio: tutto quello che si era prefissato undici anni fa. Inoltre, ci sono le mosse della 'casa madre', oggi intenta a cedere qualche attività europea. Se dovessero calare gli investimenti nel Vecchio Continente, anche il portafoglio di Joey potrebbe subire un ridimensionamento e questo spiegherebbe l'autofinanziamento imposto negli ultimi anni. Sia chiaro, il calcio sostenibile è un obiettivo che tutti dovrebbero perseguire, ma oggi il Bologna sostenibile non è (meno 50-60 tutti gli anni) e per Joey le plusvalenze sono state campali: il depauperamento così veloce della squadra arrivata in Champions è la via scelta da Saputo per generare un bilancio in linea di galleggiamento e l'indizio di un rubinetto sugli investimenti momentaneamente chiuso, se non iniettando capitale per coprire minimi disavanzi di bilancio. Ma ora che le plusvalenze da 35-40 milioni sembrano finite cosa farà il club? Di sicuro, c'è un Bologna da raddrizzare a partire da Lecce. Con un Matteo Darmian in più nel motore.
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