‘Fa con quel che ha’ o ‘no, prende 2 milioni l’anno, deve valorizzare i giocatori’: ma da quando in qua si giudica un lavoratore dal suo stipendio?
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Troppe variabili
Giudicare i lavoratori sulla base dei propri stipendi è anacronistico, vale per gli operai e a maggior ragione per gli allenatori, soprattutto nel calcio dove il tecnico è chiamato a modellare materiale umano soggetto a infortuni, sfortuna, condizione fisica, mercato, cioè con talmente tante variabili influenzanti che diventa faticoso capire dove arrivano i demeriti del lavoratore e dove partono quelli della dirigenza, di un mercato fatto male o di una sfortuna falcidiante. Se a un tecnico da 2 milioni viene data una rosa debolissima – e non è il caso del Bologna – probabilmente retrocederà lo stesso, mentre se date a un tecnico da 1.8 milioni (Pirlo, sempre dati Gazzetta) una rosa infarcita di campioni, probabilmente vincerà lo stesso il campionato.
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