Il Bologna ha ceduto tutto il cedibile, si naviga a vista verso il 2027. Saputo, Sartori: mercato senza progettualità
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Sartori e Saputo, quale futuro?
In sintesi, è un mercato di saldo, o come ha scritto qualcuno 'da fuori tutto', per navigare a vista verso il 2027, annata che potrebbe portare e piccoli-grandi cambiamenti. Giovanni Sartori è in scadenza di contratto e questo è sembrato un mercato depotenziato, non suo come filosofia, scelte e mancata programmazione, aspetti che inducono a pensare a una possibile uscita di scena dopo che gli è stato tolto anche Loris Margotto, il suo fedelissimo per il settore giovanile. Ci sarebbe da fare, inoltre, un ragionamento su Joey Saputo. Questo ultimo mercato segue la scia di quelli precedenti, dove già lo smantellamento della squadra da Champions League era andato in atto e, con l'assenza dalle coppe europee, la terza cessione è diventata realtà. Ecco, siccome da anni si viaggia di autofinanziamento, di saldi di mercato attivi, verrebbe da chiedersi come mai, proprio nel punto più alto e proprio nel momento in cui anche i ricavi potevano permettere di premere sull'acceleratore, il proprietario abbia deciso di virare e tirare i remi in barca. Non è che in maniera latente e laterale stia pensando di farsi da parte? Non oggi, non domani, né domani l'altro, ma dopo aver per anni cercato invano un socio di minoranza, Joey potrebbe essersi messo in testa il pensiero di cedere il club se ci fosse qualcuno disposto a spendere 300 milioni, cifra che lo farebbe rientrare di 11 anni di investimenti. E la partita stadio, stavolta vicina a sbloccarsi, potrebbe dare una ulteriore spinta, con un Bologna oggi strutturato grazie a un parco giocatori da 200 milioni, un centro tecnico e uno stadio nuovo.
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