Il Bologna ha ceduto tutto il cedibile, si naviga a vista verso il 2027. Saputo, Sartori: mercato senza progettualità

Tedesco

Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco

Mercato di toppe

Il mercato in entrata, infatti, è stato fatto di toppe e rattoppi, come se ogni giorno si scoprisse una urgenza nuova da colmare con operazioni fatte di pagherò, ma in molti casi con le mani libere. L'uscita di Castro - quella di Dallinga è difficile da rimpiangere - è stata sostituita addirittura con tre innesti, segno che il primo arrivato, cioè Artem Dovbyk, continua a preoccupare per condizione fisica e, in una estate da pochi gol, il Bologna spera di cavarne qualcuno sommando tre centravanti. Su Lucumi poi si è detto tutto e il contrario di tutto, quando era ben chiaro che quelle caratteristiche sarebbero servite a Tedesco e infatti, con un ritorno da minestra riscaldata, si è ripreso Arthur Theate, che è mancino, ha fisicità e sa far andare via la palla. Alla faccia del 'E' Helland il sostituto di Lucu'. Incredibile, invece, non aver preso un mediano. Il centrocampo è il fulcro di qualsiasi squadra e un leader di spessore come Freuler andava sostituito con assoluta urgenza e priorità. Inutile, poi, parlare di Rowe. Il miglior giocatore sacrificato in prestito con obbligo, come chiusura di un mercato che ricorda epoche passate, dove a prendere la scena erano i dati macro economici e non la qualità dei giocatori da mettere in campo. Mbangula, nel complesso, è un buon giocatore, ma oggi non vale Rowe, così come Piccoli non vale Castro ed El Azzouzi non vale Freuler.

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