Lucumi e Castro via, ora serve tenere Rowe: dall'inglese passa la stagione del Bologna e la voglia di stupire ancora
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Su Rowe si giocano le residue ambizioni
Come ogni estate, la piazza è divisa. C'è chi considera la società priva di ambizione a prescindere da ciò che verrà fatto, mentre dall'altra parte c'è chi è pronto a spiegare e giustificare tutto quello che accade. Cedere due top player ogni estate è un chiaro segnale che va nella direzione del bilancio a discapito della competitività tecnica, basti pensare a cosa sarebbe oggi il Bologna se avesse trattenuto qualche giocatore in più, dall'altro lato è lecito attendersi un'ultima prova del nove su Jonathan Rowe. Con Castro e Lucumi via (difficile tenere il colombiano con la scadenza al 2027), diventa basilare e necessario trattenere l'inglese. Detto che servirebbe sostituire bene Jhon, e personalmente aggiungerei un altro mediano se Freuler non rinnovasse, tutta la partita si gioca su Johnny: una terza cessione metterebbe la parola fine alla possibilità di tornare in Europa. Insomma, l'ago della bilancia sarà l'inglese, quanto meno per provare a mandare un segnale, a patto che la campagna di rafforzamento prosegua con innesti utili e funzionali sia dietro che in mezzo. Con una partita a settimana, e se Dovbyk dovesse funzionare, potrebbe anche saltare fuori una squadra moderatamente competitiva, ben sapendo che nella griglia si partirà dietro alle altre. Bologna, tieni Rowe.
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