Dove andremo a finire?

Bologna spaccata e divisa, un confronto equilibrato è impossibile, ma il Bologna dovrà chiarirsi le idee: dove vuole arrivare?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Quale sarà la fine del percorso?

In conclusione, un confronto stimolante tra le parti sarebbe auspicabile per evitare di chiudersi nei rispettivi bunker, che non portano altro che una visione di parte senza comprendere il mondo che c’è fuori, dall’altro lato, al sesto anno di Saputo è lecito sperare qualcosa di più succoso di quello che abbiamo visto fino a qui. Poi il mondo reale, e il calcio non può essere estraneo al contesto sociale ed economico in cui viviamo, altrimenti apparirebbe come un alieno sbarcato da Marte e inconsapevole della situazione contingente, così come è chiaro che il Bologna non dovrà scendere sotto un limite minimo di dignità in termini di risultati e classifica, adattandosi meglio a ciò che lo spartito calcistico offre ora. Soprattutto, dovrà chiarire bene dove vorrà andare al termine del suo percorso, per non ritrovarsi un proprietario che fissa un obiettivo (52 punti) diverso dall’allenatore (40 punti). Un altro errore, se vogliamo, può essere stata la voglia di cambiare passo solo di fronte a una paura conclamata, cioè Bfc-Frosinone, affidando a Mihajlovic il compito di fare ciò che da solo non può fare. Il confronto, senza applaudire sempre o censurare sempre, serve anche a ritrovare il sentiero primario semmai si fosse leggermente persa la rotta, e lo stesso Bologna dovrà chiedersi ‘dove vogliamo arrivare?’.

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