Ci ha lasciati Giuseppe Gazzoni Frascara, il presidente che mi ha fatto scoprire il Bologna e che mi ha fatto godere di più: con lui se ne va un pezzo di giovinezza. Ricordo la Uefa, le partite incriminate con la Juve e quell’intervista che gli feci nel 2013...

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VIDEO - Giuseppe Gazzoni Frascara: il ricordo della famiglia rossoblu (prima parte)

Bologna e le sette sorelle

Ma c’è stato tanto altro, la risalita dagli inferi, la Coppa Uefa sfiorata, l’Intertoto vinto, la Champions assaporata per il 99% del campionato 2002. Provate a pensare ad un Bologna, ora, in semifinale di Europa League, in semifinale di Coppa Italia e quarto in campionato in pianta stabile come l’Atalanta. Questo dà la dimensione del lavoro di Gazzoni, gentiluomo unico in un mondo di squali. E proprio quelli squali lo divorarono nel 2005 con Calciopoli, al culmine di una epopea in cui il presidente aveva di fatto cercato, e in parte ci era riuscito, di portare il Bologna nella famosa élite delle sette sorelle del calcio italiano. Venne privato in Europa di una Coppa Uefa, in patria di una Coppa Italia (semifinale con la Fiorentina), venne fatto retrocedere, venne depredato di qualche sanguinosa partita (la punizione di Ibra, decisiva per la retrocessione, e tanto altro) e alla fine mai risarcito. E’ poi rientrato in società, da presidente onorario, con il nuovo corso canadese.

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