Arbitri, regolamenti e Nicchi: i dubbi restano (con un caso particolare…)

Arbitri, regolamenti e Nicchi: i dubbi restano (con un caso particolare…)

A distanza di tre giorni prosegue la discussione sul mano di De Ligt, per le indicazioni di Rizzoli non è rigore, ma il regolamento è poco chiaro e discutibile, soprattutto rischia di andare in cortocircuito in un caso speficico. Ora però servirebbe pensare alla Samp

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Regolamento

Resta però la scrittura regolamentare molto arzigogolata sui falli di mano, perché in teoria un braccio largo o innaturale non verrebbe comunque sanato dalla giocata intenzionale.

Cito il regolamento

È di solito un’infrazione se un calciatore:
• tocca il pallone con le mani / braccia quando:
– queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato
dal corpo
– queste sono al di sopra dell’altezza delle sue spalle (a meno che il calciatore
non giochi intenzionalmente il pallone che poi tocca le mani / braccia).

Sono due casi distinti, o almeno così sembra essere. Infatti il regolamento prosegue così.

Ad eccezione delle suddette infrazioni, di solito non è un’infrazione se il pallone
tocca le mani / braccia del calciatore:
– se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) del calciatore
stesso.

Le due parole ‘ad eccezione’ terrebbero in gioco le due casistiche precedenti, tra le quali c’è il braccio largo che aumenta lo spazio occupato dal corpo. Leggendo il regolamento sembra che la prima discriminante sia il braccio largo e innaturale che aumenta il volume, non la giocata intenzionale. In sintesi, se un difendente si auto calciasse un pallone sul braccio, e il braccio fosse in posizione naturale, non sarebbe rigore, se invece l’arto venisse considerato innaturale l’infrazione diventerebbe sanzionabile anche nel caso di una giocata intenzionale. Poi certo, il braccio di De Ligt non è in maniera certa in posizione innaturale.

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