Buoni segnali nell'ultima settimana, ma serve prudenza: Motta dovrà dare continuità e superare i prossimi esami per sancire la definitiva rinascita

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Motta fluido

Ieri avevamo segnalato, grazie ai dati della Lega Calcio, quella che comincia a essere l'idea di calcio di Thiago Motta. Niente di trascendentale o rivoluzionario, non è tempo per una squadra che deve salvarsi, ma ci sono comunque aspetti interessanti. In fase difensiva Motta si schiera 4-1-4-1 cercando di dare maggior solidità alla difesa a quattro con il filtro Medel davanti. Per quale motivo? In primo luogo per avere un mastino di centrocampo che il Bologna dopo Pulgar non ha quasi mai avuto, e secondo per agevolare la fase di possesso quando il Bologna passa al 3-4-3. Infatti, il cileno si abbassa sulla linea dei difensori per facilitare l'impostazione da dietro, sotto questo aspetto l'infortunio di Bonifazi è un problema, mentre davanti i terzini salgono per dare sfogo sulle fasce e Arnautovic attacca la profondità supportato ai lati di Barrow e Aebischer. La verticalizzazione, come da tesi di Coverciano, per Motta è molto importante e infatti il giro palla difensivo non è così ostentato e se non c'è sfogo per creare un vantaggio si va subito sulla verticale.

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