Al Bologna manca mentalità continua e solida, servono sempre nuovi stimoli per accendersi

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E allora viene da chiedersi: perché il Bologna reagisce agli stimoli e non riesce a creare una motivazione continua? Non a caso i sussulti degli ultimi tre anni sono arrivati a causa della malattia di Sinisa Mihajlovic, emersa la prima volta nel 2019, con un campionato chiuso a 47, ma la squadra a fine febbraio era in lotta per l'Europa, e lunedì sera contro la capolista, con il mister ricoverato al Sant'Orsola. La grinta e l'atteggiamento del Bologna sono sembrati diversi e chiara conseguenza di quello che sta accadendo fuori dal campo. Il vero snodo per il club è questo: trovare il modo di instaurare una mentalità diversa. A ruota, dovranno servire scelte oculate e funzionali di mercato, basate su una filosofia chiara e con meno cambi di modulo. Per quest'anno l'obiettivo era il decimo posto, ma il Sassuolo è scappato a più nove, per cui non ci resta che sperare in un finale convincente per ricreare una base e l'entusiasmo necessario a ripartire l'anno prossimo. Ai giocatori del Bologna, già a partire contro la Samp, si potrebbe chiedere una cosa: ricordatevi delle sensazioni di lunedì sera e riproponetele sempre. Dovreste essere sempre quelli.

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