Il successo virtussino spalanca le porte al presunto dualismo tra imprenditori: Zanetti è già scudettato con la Virtus ma Saputo non potrà mai fare altrettanto. Segafredo perfetto per il basket, il canadese è troppo gentiluomo per il calcio

Zanetti perfetto per il basket

In questi giorni sono stati distribuiti meriti a staff tecnico, giocatori e dirigenza per l’incredibile successo virtussino, ma da ‘saputiano’ della prima ora, all'epoca della scelta tra lui e Zanetti, è corretto riferire gran parte del trionfo al proprietario della V. In soli quattro anni è arrivato uno Scudetto partendo dalla A2 e grazie anche ad investimenti importanti per ridare alla squadra l’ambizione di un tempo. Milos Teodosic e Marco Belinelli sono due campioni e due investimenti riferibili, in primo luogo, ai denari utilizzati dal patron. E qui veniamo al punto. Il basket è un mondo difficile, in primo luogo non ci sono i diritti tv e le plusvalenze sui cartellini dei giocatori praticamente non esistono, ma è perfetto per un patron ambizioso come Zanetti. Riecheggia la famosa frase ‘ricco ma non scemo’ ed in effetti con la potenza di fuoco del re del caffè l’attacco ai vertici del basket italiano ed europeo è fattibile. Pensate a un Milos Teodosic nel calcio. Costerebbe quasi 100 milioni di cartellino più 10 o 20 di ingaggio, cifre iperboliche e inaccessibili se non ti chiami Psg, Manchester City o Juventus (vedi Ronaldo). Non ci saranno grandi entrate, certo, ma per dirla alla Zanetti nell’intervista dell’altro ieri a Repubblica: ‘Il basket non è il calcio, vincere nel calcio è diventato difficilissimo, occorrono soldi su soldi. Guardate le big, sono piene di debiti’.

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