Il Bologna non ha statisticamente il bomber da venti gol, ma la squadra produce calcio e vince (e a Bergamo potrebbe toccare a Falcinelli)
ATTACCO
El Trenza ha dato maggiore imprevedibilità all'attacco, giocando da prima punta di movimento capace di non fornire punti di riferimento ai difensori avversari, consentendo inoltre a Orsolini e Sansone di ritagliarsi minuti importanti e funzionali, due elementi che avrebbero dovuto spartirsi il minutaggio se Palacio avesse giocato in fascia per fare spazio a un centravanti puro. Ma alla fine, poi, el trenza non può nemmeno definirsi falso nueve, semplicemente perché attaccante lo è, ma a modo suo. Segnerà poco, ma è comunque in linea con gli altri compagni di reparto e sa come si gioca da attaccante perché quello è il suo ruolo, sia che si tratti di punta centrale o di punta esterna. In tutto ciò, i suoi 36 anni, l'infortunio di Destro e l'incognita sulle condizioni di Santander, domani a Bergamo potrebbe essere lanciato il quarto attaccante del lotto, quel Diego Falcinelli arrivato in estate come punta titolare ma poi naufragato tra il difficile lavoro di Inzaghi e la rinascita di Mihajlovic. E se il Bologna contro l'Atalanta trovasse altri punti importanti e con un protagonista diverso, allora la statua del Nettuno andrebbe sostituita con quella dell'allenatore di Vukovar, capace, in ultimo, di rivitalizzare anche un giocatore dimenticato da tutti e affossato dal peso di valere 10 milioni di euro a bilancio. Chissà che un altro miracolo non possa accadere...
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