I tentennamenti del Bologna, le troppe cessioni, il rischio di una terza: anche qualora Rowe restasse...
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Cala l'entusiasmo
Nel disegno generale della Serie A, quantomeno nella parte sinistra della classifica, il Bologna è una società che cede e autofinanzia il proprio bilancio con saldi di mercato attivi. Significa mettere al primo posto i numeri economici rispetto a quelli di classifica. Cedere e fare plusvalenza non è un male assoluto, sia chiaro, ma a un certo punto è necessario fermarsi per non depotenziare troppo l'area tecnica e mantenere alta la qualità. Ed è qui che la vicenda Rowe si insinua e spiega bene come il colore rossoblù sia visto di passaggio verso altri lidi. Ma c'è anche da dire che il Bologna sa perfettamente che a livello ambientale, di entusiasmo e di consensi, la cessione del terzo top player della squadra può diventare controproducente: se ci fossero i sondaggi politici si rischierebbe un travaso di voti. Inoltre, e banalmente, sarebbe un clamoroso errore cedere il giocatore più forte a fine mercato dopo 22 mila abbonati a scatola chiusa. Insomma, per ora no a 40 milioni dall'Atalanta, ma il rischio che possano esserci rilanci dall'Italia e dall'estero c'è sempre...
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