La pre-stagione ha evidenziato i difetti di costruzione del Bologna di Tedesco, mentre gli acquisti sono tutti da valutare. E Ferguson dice 'per ora non abbiamo fissato obiettivi'
A metà del guado
Agli albori della stagione 2023/2024 fu proprio Thiago Motta a portare il Bologna in un'altra dimensione comunicativa. L'ex tecnico mise fine agli obiettivi lacunosi come 'facciamone 40 e poi vediamo', dando un nuovo tipo di ambizione che anche Vincenzo Italiano ha cercato di portare avanti. Oggi, invece, la parola 'Europa' è stata pronunciata solo da qualche calciatore ma non dalla società, consapevole oggi di partire dietro alle altre e con il rischio di una stagione di transizione a metà classifica. E' il classico caso in cui se fai il fenomeno arrivi settimo, se fai male arrivi dodicesimo e non rischi. Ora, ribadito per onor di cronaca che il Bologna qualche valore ce l'ha, soprattutto in attacco, per adesso si fa fatica a scorgere un progetto chiaro sul futuro e anche nell'etere il nervosismo galoppa. Il centravanti titolare non è di proprietà ed è stato affiancato da un secondo innesto (forse il tendine di Dovbyk desta qualche dubbio), in mezzo c'è stata l'unica presa 'da Bologna', ovvero Mikel Amondarain con un investimento per il futuro, mentre dietro si è deciso di promuovere quelli che già c'erano. In più, l'età media è di 26.7 anni e l'unica futura grossa plusvalenza sembra essere Jonathan Rowe. In tutto questo, Domenico Tedesco ha bisogno di tempo e fiducia per impartire il suo calcio a una squadra che per tutta l'estate ha evidenziato problemi difensivi e lunedì non avrà il miglior difensore appena ceduto alla Juventus. L'Europa non sembra alla portata, ma se non la si fissa come obiettivo...
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