Bologna terzultimo durante la sosta, ora è necessario calarsi nella nuova realtà

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Banale, banalissimo, sottolineare un concetto ormai evidente: il campionato del Bologna parte a ottobre. E' un ritardo che non ha giustificazioni né alibi, ma dipinge la realtà di un club che ha deciso di cancellare 70 giorni di lavoro, prima con un mercato insufficiente e poi con l'esonero dell'allenatore, per ripartire da zero con Palladino, che avrà tre settimane per lavorare con una squadra a metà. Potrà migliorare la condizione atletica di chi è rimasto, mentre tatticamente avrà zero materiale in difesa ma qualcosa in più in avanti. Sarà un Bologna forse a due velocità tra chi suderà a Casteldebole e chi girerà il mondo in nazionale; un altro problema che si somma a quelli già esistenti. In ogni caso, da ottobre si inizierà a fare sul serio, con cinque giornate di ritardo, più di due mesi gettati e la prospettiva di dover portare la nave in porto. L'approdo più vicino è a gennaio per sperare anche negli investimenti del patron, chiamato a rinforzare la squadra laddove Palladino lo richiederà. E' presto, però, per parlarne. Il Bologna dovrà uscirne con le proprie forze e il tecnico migliorare ciò che ha a disposizione. La Fiorentina della passata stagione sia da monito.

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