L'ennesima impresa di quest'anno regala al Bologna una classifica più che rassicurante in ottica salvezza e premia il lavoro di un allenatore che si sta rivelando sempre più il vero fenomeno di questa squadra. La società ad inizio stagione ha messo a disposizione di Pioli una rosa troppo ampia, in parte ereditata dalle scorse gestioni, in parte allestita da Zanzi. Nel tempo il fenomeno ha saputo pescare nel mazzo e dopo una prima fase di studio, ha plasmato la sua squadra partita dopo partita, scegliendo di volta in volta gli uomini che meglio interpretavano le sue idee tattiche, fino ad arrivare a dare un'identità a questo gruppo, una consapevolezza delle proprie forze, che ha portato ad una certa continuità nei risultati. Credo che quest'anno la mano di Pioli si stia vedendo anche più dell'anno scorso. A nessuno era mai venuto in mente di giocare con il 4-2-3-1 a Milano, con quattro uomini offensivi e di uscire con Curci imbattuto. Quella che può apparire una mossa folle, in realtà si tratta di una scelta ponderata e geniale come è chi l'ha pensata. Per questo, scrivendo questo articolo, mi sento di fare i complimenti a questo allenatore, per quello che ha fatto e quello che sta facendo, anche se va detto che la stagione è tutt'altro che finita e per i complimenti c'è tutto il tempo.

Per il momento le voci che corrono sotto i portici raccontano di interessamenti di società più o meno blasonate nei confronti di Pioli. Da tifoso posso solo sperare che si trovi talmente bene a Bologna, da decidere di restare, rinunciando a migliori condizioni economiche, ma sfortunatamente la realtà è sempre più imparziale e pragmatica rispetto ai desideri di un tifoso, perciò credo sia più realistico pensare ad un suo saluto a fine stagione. E' una constatazione triste ed impopolare, me ne rendo conto, ma a questo punto del campionato, quando si cominciano a delineare i primi verdetti è logico cominciare a pensare al prossimo anno. In ogni caso, come si dice, prenderemo quello che viene, ormai ci abbiamo fatto il callo, per noi tifosi rossoblu è proibito sognare, al massimo possiamo sperare di salvarci un altro anno, poi si vedrà. E per farlo dovremo rinunciare forse anche ad Alino Diamanti, idolo dei tifosi nonché capitano e nuovo simbolo rossoblù e forse anche a Perez e Gilardino. Sicuramente torneranno alle società di provenienza tutti quei giocatori arrivati in prestito, Gabbiadini compreso. Ma noi siamo abituati a queste situazioni e ogni estate la passiamo a sperare che cambi il vento, che arrivi il maledetto magnate, ma il vento non cambia e fa sempre più caldo. Quel caldo afoso, insopportabile, che non ti fa ragionare e che ti fa usare il quotidiano come ventaglio, piuttosto che sfogliarlo per cercare le notizie di un mercato dove nulla si muove, se non in uscita. Siamo abituati perché siamo tifosi del Bologna e viviamo situazioni come questa da decenni. Grazie a Pioli negli ultimi due campionati ci siamo tolti delle belle soddisfazioni e la vittoria di Milano è solo l'ultima di una serie di imprese che ricorderemo a lungo. Del resto le squadre di Pioli storicamente rendono meglio quando incontrano avversari più forti e tutto questo per noi tifosi si trasforma in gioia e soddisfazione: la gioia che si prova vincendo una sfida con una big del campionato e la soddisfazione nel vedere il concittadino, tifoso di quella squadra, camminare con le orecchie basse per un'intera settimana. Quest'anno Pioli ha costruito una squadra divertente, che sta cominciando ad entrare in pianta stabile nel cuore dei tifosi, anche di quelli che ad inizio stagione la davano per spacciata. Abbiamo visto dei gol memorabili e speriamo di vederne altri da qui alla fine, per conservarne il ricordo, perché purtroppo sappiamo già che la prossima estate, per l'ennesima volta, l'ossatura verrà smantellata, i pezzi migliori saranno ceduti ed il maledetto magnate non arriverà.

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