Complice il livello veramente basso della serie A, son bastate due giornate per toglierci il cappello con le orecchie da asino riservato all'ultima in classifica; col Livorno è andata sinceramente un po' di sghetto, come si suole dire in città, mentre la vittoria col Cagliari è stata netta e in trasferta: non succedeva da mesi.

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I tifosi del Bologna si sono di conseguenza avvicinati alla partita col Chievo con l'indicibile detto nella testa “non c'è due senza tre”, sperando in un Bologna galvanizzato anche per un ulteriore motivo: da qua a Natale il calendario sarà, sulla carta, parecchio tosto tra Inter, Juve, Fiorentina, e con le trasferte tutt'altro che semplici a Parma e Bergamo.

Ma purtroppo la partita ha raccontato un'altra storia.

La storia di due squadre la cui permanenza in serie A, più che a meriti intrinseci, è legata al fatto che in un campionato a 20 squadre tutti gli anni ne saltano fuori 3 peggiori; due squadre che da anni vivacchiano in serie A senza infamie né lodi (sulle infamie in realtà bisognerebbe parlare della lunga tradizione dolciaria che c'è a Verona, che ha sostenuto il Chievo in questi anni, ma andiamo oltre...); due squadre che (anche) stasera hanno dato vita ad uno spettacolo mesto e noioso.

Le azioni pericolose di Chievo e Bologna sono state due per parte, in tutta l'intera partita.

Per i veneti la prima di queste è al minuto 1.30; calcio d'angolo per loro e tiro di Sardo per fortuna sull'esterno. Da qua in poi per il Chievo del buon Sannino la partita sarà una grande partentesi di falli e sportellate.

al 26esimo testa di Cristaldo, fuori;

al 30esimo incursione di Cristaldo in mezzo alla nebbia, angolo per il Bologna, nulla di fatto;

al 37esimo angolo per il Bologna, nulla di fatto;

Fine primo tempo. Queste le azioni “degne di nota” che mi son segnato.

Una roba che ti dovrebbero pagare per vederla.

E menzione d'onore per Bergonzi che s'è scordato il fischietto nello spogliatoio.

Il secondo tempo invece è leggermente più movimentato, ma nulla che valga il prezzo del biglietto...

al 47esimo palla vagante in area rossoblu, per fortuna senza conseguenze;

al 55esimo Panajotis tira a Medicina;

Cristaldo si fa vivo un paio di minuti dopo per e tira una palla telefonata a Puggioni;

Moscardelli entra per Laxalt e al 77esimo tira un sinistro preciso e velenoso sul secondo palo, Puggioni respinge il tiro, Konè cerca la sforbiciata da terra ma con davanti un difensore non riesce a dare potenza alla palla;

al 79esimo entra Bianchi per l'argentino;

all'82esimo un attaccante del Chievo, tale Acosty (subentrato a Thereau), dopo una sgroppata sulla fascia, arriva al tiro da distanza molto ravvicinata e Curci... PARA!!! ANBELIVEBOL!!!

Questa è la seconda e ultima azione pericolosa dei fabbri ferrai clivensi.

A seguire arriva la seconda e ultima azione pericolosa del Bologna e che vede protagonista Bianchi:

è il 91esimo, lancio al bacio di Perez (nel frattempo subentrato a Pazienza) per Rolando che si trova sulla trequarti; stop a seguire ed incursione in area, tiro dal lato sinistro dell'area piccola, la posizione è ottima, è il match-ball: esterno della rete.

Finisce la partita, ed è da notare come Bergonzi a sto giro si sia portato il necessaire per lavorare; due gialli per Pazienza e Perez nel secondo tempo, l'uruguaiano salterà la prossima.

Una partita che è la sintesi dell'anti-calcio.

Per noi la nota veramente dolente è Rolando; che non fosse all'altezza di Gilardino lo sapevano tutti, ma non segnare nemmeno con la matita è un altro paio di maniche.

Se non si capitalizzano le poche azioni in cui riusciamo a produrci, sarà davvero dura, per lui e per noi.

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