La cura Ballardini dà subito i suoi frutti sul campo.
Il Bologna visto col Napoli, seppur sempre coi suoi limiti tecnici, è una squadra ordinata e con carattere.
Il vero rammarico di questa partita è però rappresentato dal risultato; anzi no scusate, dall'arbitraggio indecente.
D'Amato si rivela un vero “suddito psicologico” di moggiana memoria, che fischia sistematicamente ai rossoblu, lasciando correre falli della medesima portata quando a commetterli sono i partenopei.
E' in questa cornice velenosa cercata (e trovata) dall'arbitro che matura prima il rigore poi l'espulsione di Kone. La cosa triste e preoccupante è che le varie moviole si sono concentrate sul fallo che ha portato al rigore, e su un presunto secondo rigore non concesso ai partenopei, tralasciando per l'appunto tutti quegli episodi in cui l'arbitro si è reso un protagonista indesiderato.
In ogni caso il Napoli con questa partita conferma di essere rientrato a pieno titolo tra le sette sorelle: quelle un po' mignotte.
Per quanto riguarda noi invece se il campionato viene drogato massicciamente di “sudditanza psicologica”, risalire la china inizia a diventare proibitivo.
Altra indicazione che viene dalla partita è che forse il vero e unico acquisto di Gennaio sarà Rolando Bianchi.
Non so cosa gli abbia detto Ballardini ma nel suo sblocco, in cui personalmente non speravo più, è chiaro che il tecnico romagnolo ha giocato un ruolo determinante.
Bianchi comunque potrà toglierci ogni dubbio continuando così, perché senza i suoi gol non ci salviamo e ce ne serviranno parecchi.
E ora veniamo alle polemiche sulla “discriminazione territoriale”.
Antefatto: all'inizio della partita, tra lo stupore generale, parte la canzone “Caruso”.
La prima domanda che mi faccio è: “Ma siamo a Gennaio, Dalla non ci aveva lasciato in Marzo?”
Salterà puoi fuori successivamente che l'idea era stata di Morandi, un'iniziativa per celebrare “la fratellanza dei popoli”. Morandi s'è dichiarato indignato per i fischi durante la canzone che hanno infangato la memoria di Lucio e offendendo i tifosi partenopei, esprimendo la volontà di lasciare la presidenza onoraria.
Caro Gianni, io sinceramente mi sarei dimesso mesi fa quando, dopo che questa società ha chiesto la questua a tutta la città, si scoprì che il presidente (quello vero) si dava (e si dà) uno stipendio da dipendente, nonostante il grave dissesto finanziario in cui versa il club.
Ognuno poi si indigni per quello che crede.
Ma di certo tirare per il bavero i tifosi in iniziative degne di gemellaggi che non esistono è sintomo di poca sensibilità e di lontananza dai tifosi.
Poi lo striscione potrà essere di dubbio gusto, ma quando striscioni del genere compaiono in altri stadi non vola una mosca o quasi. Il risalto ed il sensazionalismo invece dati dai media nazionali ad uno striscione in curva a Bologna è sono gli stessi della “fatwa” lanciata da Toto Riina al giudice Di Matteo, anzi forse qualcosa di più.
Se poi tutto questo sensazionalismo avrà il “side-effect” che verranno meno supporter partenopei in Curva Bulgarelli (anziché andare nel settore ospiti...) allora non tutto il male verrà per nuocere.
Comunque mi metto avanti coi tempi e propongo alla società una canzone per la prossima volta che il Napoli giocherà, in casa, al Dall'Ara: http://www.youtube.com/watch?v=Rm37pzFl1Xs
A sto giro così almeno non si infangherà la memoria di Lucio e torneremo ad avere la buona nomea dei bolognesi ospitali.
Forza Bologna, sempre.
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