È risaputo e appurato che il Bologna non se la passi così bene finanziariamente parlando. Dal Natale 2010 ad oggi pare non essere cambiata una virgola nonostante il salvataggio in extremis operato da Consorte e Co. Purtroppo si continua infatti a parlare di tensione finanziaria, di stipendi da saldare e di cessioni eccellenti necessarie. Lo sanno tutti ormai, il Bologna ha pochi giocatori di proprietà, alcuni coinvolti nelle comproprietà ed altri in scadenza, che ad oggi sono liberi di accordarsi con chi preferiscono svincolandosi a parametro zero. Immaginiamo che il Bologna arrivi a giugno salvo, archiviata la salvezza, da quel momento si parlerà solo di calciomercato, che per il tifoso rossoblù è sinonimo di un incubo lungo 3 mesi. Il perché è presto detto, con zero soldi e zero competenze, operare su un mercato sempre meno ricco è un’utopia. Il Bologna continuerà così a battere la solita linea, vale a dire quella fatta di “prestiti secchi”, comproprietà e svincolati poco accattivanti, ovvero gli altrui scarti. Inoltre è inutile far conto su eventuali cessioni eccellenti per fare cassa (e per investire sul mercato), la vicenda Ramirez insegna che questa società non ha intenzione di reinvestire ciò che s’incassa. Si vive alla giornata, senza programmare nulla e senza preoccuparsi del futuro. Da quello che le voci di corridoio e gli spifferi lasciano immaginare, l’attuale proprietà dovrebbe arrivare a giugno senza problemi, ma se a quel tempo nessuno verrà in soccorso alle desolanti casse rossoblù, ci si prepari all’ennesima campagna acquisti low cost. Magari low cost, sarebbe già qualcosa. L’avvilente latitanza del calciomercato felsineo propone sempre le solite trattative-elemosina per arrivare a strappare qualche rinforzo qua e là. Un altro ritornello che perseguita i tifosi è “la squadra sarà quasi pronta per il ritiro”. Parliamoci chiaro, fanno fatica le cosiddette big ad arrivare complete a metà luglio per il ritiro, figuriamoci questo povero Bologna senza denari che anche in periodi più floridi faticava a mantenere questa promessa. Infine, l’attuale presidente pare aver ricevuto un perentorio niet sul tanto agognato aumento di capitale da parte del resto dei soci. Si tratta di un forte segnale di sfiducia all’odierna conduzione del Bologna, bocciata in tutto e per tutto. Quale futuro si prospetta? Non è dato sapere. Una cosa è certa però, il signor Massimo Zanetti si prepari: il suo nome verrà chiamato in causa così tante volte dai tifosi che, come si dice in gergo, le sue orecchie fischieranno (come una macchinetta del caffè) in continuazione.

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