Trascorso il noioso week-end sotto la pioggia e senza il calcio, ci accingiamo ad affrontare l'Udinese, squadra allenata dall'educatissimo Francesco Guidolin. A mio avviso parliamo di un grande allenatore, uno dei migliori della serie A, che però a Bologna non ha trovato il giusto feeling con l'ambiente, nonostante sul campo avesse ottenuto risultati anche importanti. Quel feeling e quel rapporto d'intesa che invece sembra aver trovato l'attuale allenatore rossoblu Stefano Pioli, il cui recente prolungamento del contratto può anche essere inteso come un gesto di gratitudine di una persona che, nei momenti difficili della stagione, ha sentito attorno a sé il calore di quei tifosi che hanno creduto in lui, proteggendolo quando sui giornali cominciavano ad apparire le prime timide e vaneggianti ipotesi di esonero. Lo stesso Pioli ha più volte dichiarato di non aver mai provato sensazioni così forti durante tutta la sua carriera, riferendosi alle dimostrazioni d'affetto e fiducia ricevute dai tifosi del Bologna in quei giorni.

Quella del Friuli non sarà una partita semplice, poiché le squadre di Guidolin e quelle di Pioli hanno caratteristiche comuni: la forza di questi due allenatori è quella di essere molto bravi a preparare le partite ed a giocare sull'avversario. Sarà quindi interessante capire quale dei due tecnici riuscirà a prevedere le mosse dell'altro o se invece si annulleranno tatticamente a vicenda. Dal punto di vista professionale possiamo trovare molte analogie tra i Pioli e Guidolin, così come possiamo paragonare la scelta di entrambi di scommettere sui progetti di società “minori”, rinunciando a possibili alternative di maggior prestigio e rivelando un lato umano difficilmente riscontrabile nel calcio moderno. Nella recente conferenza stampa Pioli è sembrato realmente contento della sua scelta di rimanere per altri due anni in questa città, dove si sente apprezzato e dove può lavorare in modo ottimale. Più o meno la stessa situazione che Guidolin in questi anni ha trovato ad Udine, ma l'opposto di quello che, ormai dieci anni fa, gli accadde a Bologna: pensando alla sua esperienza sotto le due torri ci ricordiamo di un personaggio schivo e apparentemente diffidente, che forse non ha mai compreso lo spirito di questa città. Il rapporto d'amore non è mai sbocciato ed i malumori reciproci hanno spinto al divorzio definitivo alla vigilia del campionato 2003/04.

Al momento attuale la classifica vede il Bologna, appaiato ad altre cinque squadre, a quota trentacinque punti, a dodici lunghezze dalla zona Europa League e a dieci dalla zona retrocessione. Le prossime cinque partite contro Udinese, Torino, Palermo, Sampdoria ed Atalanta sono un'occasione da sfruttare per macinare punti ed avvicinarci maggiormente al gruppo di testa, nella parte sinistra della classifica. Non dimentichiamoci mai che questa è la Serie A, che con tutti gli scandali che la contraddistinguono, rimane uno dei campionati di calcio più importanti e competitivi al mondo e vedere la nostra squadra, per due anni di seguito, nella zona sinistra della classifica, dopo tutte le sofferenze e le angosce vissute negli ultimi trent'anni di tifo rossoblu, è una sensazione appagante a cui non siamo abituati. Certi della serietà dimostrata sinora dai nostri ragazzi e con il mister Pioli al timone, confidiamo in una continuità nell'impegno e nella passione mostrati dal gruppo, per sbrigare quanto prima la pratica salvezza e continuare fino alla fine con lo stesso atteggiamento mentale, per terminare un campionato che, se saremo in grado di non rovinare nella fase finale, sotto alcuni aspetti, potremmo definire trionfale.

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