Con una nota pubblicata sul proprio sito intorno alla mezzanotte di ieri, il Bologna F.C. ha comunicato di aver sollevato dal proprio incarico, con grande rammarico, Stefano Pioli, alla luce degli ultimi deludenti risultati. Eh sì, la scelta di Guaraldi & co. è stata la naturale conseguenza delle pessime prestazioni offerte dal nostro amato Bologna nell’ultimo periodo: solo quattro vittorie nelle ultime 28 partite, appena 15 punti raccimolati nelle 18 giornate fin qui disputate in uno dei campionati più avvincenti e livellati della storia della Serie A. Inutile negarlo: il responsabile unico di questa indecente, orribile, vergognosa situazione è stato senza dubbio il tecnico, il quale, nonostante la rosa folta e piena di talento che una società sempre pronta a difendere il proprio mister gli aveva messo a disposizione, non è riuscito a dare un gioco e un’anima alla squadra.
Una scelta ineccepibile quella della dirigenza - alla faccia di una tifoseria come al solito miope - anche e soprattutto nei tempi. Non capisco davvero chi sostiene che Pioli dovesse essere sostituito già dopo la partita interna contro il Verona o - ancora peggio - dopo la trasferta di Firenze: se una scelta del genere fosse stata presa in quei momenti, quando era ancora possibile affidare la squadra a tecnici di assoluto valore come Edy Reja, dando loro il tempo necessario per lavorare con la squadra e plasmarla a loro piacimento durante la sosta natalizia, i risultati non sarebbero potuti che essere pessimi. Rovinare le meritate vacanze natalizie al nostro amato Presidente - è un bel Presidente, un santo! - Guaraldi, sempre vicino al tecnico e alla squadra anche nei momenti più difficili, sarebbe stata una vera cattiveria: bene ha fatto l’azionista di maggioranza a curare i propri interessi e a prendersela con comodo - almeno una volta nella vita glielo potremo concedere, no? Insomma, sia di fronte all’ennesima dimostrazione di lungimiranza e professionalità da parte della società, che per l’ennesima volta ha operato con infinita saggezza per il bene del Bologna.
Anche la scelta del nuovo tecnico, che dovrebbe rispondere al nome di Davide Ballardini, conferma quanto appena detto. Già due anni fa il tecnico ravennate fu ad un passo dal sedersi sulla panchina rossoblù, dopo l’esonero di Bisoli; la rosa di allora, che comprendeva tra gli altri Di Vaio, Ramirez, Portanova, Mudingayi, Taider, Belfodil e Raggi, non era però all’altezza di un tecnico del suo livello e della sua fama. Come era giusto che fosse, durante la gestione Pioli (un tecnico di transizione, in attesa che Ballardini potesse avere finalmente una squadra degna di questo nome a disposizione), la società si è mossa sul mercato, cercando di soddisfare le rischieste dell’ex tecnico di Lazio, Cagliari e Genoa e liberandosi di quei giocatori certamente non adatti a competere ad alti livelli.
Ora che - Deo gratias! - la squadra è ad immagine e somiglianza del tecnico, Ballardini non potrà dire nuovamente no alla chiamata di Guaraldi. D’altra parte, l’opportunità di lavorare con professionisti del calibro di Krhin, Morleo, Pazienza, Cristaldo, Crespo, Della Rocca, Curci, Alibec, Laxalt, Christodoulopoulos e Moscardelli non capita due volte nella vita ed e è giusto che Ballardini non se la faccia scappare. Con una difesa granitica, un centrocampo tutto legna e fosforo e un attacco sfavillante come quelli a dispozione, Ballardini non potrà di certo fallire e, grazie a lui, non ci sarà nessun bisogno di intervenire sul mercato per l’ennesima volta, come invece la società sarebbe stata costretta a fare confermando Pioli sulla panchina del Bologna. Non dimentichiamoci poi che il tecnico romagnolo avrà pure la fortuna di ritrovare un bomber di razza, Robert Acquafresca - già allenato nelle sua prima esperienza a Cagliari - in ottime condizioni di forma, nonostante il poco spazio concessogli inspiegabilmente dal precedente tecnico. Con lui e Bianchi là davanti, lo spettacolo è assicurato.
Dopo tanto penare, potremo finalmente rivedere il nostro amato Bologna a livelli che merita. Sono già le 4 e 23 del mattino, ma da quando ho appreso la notizia dell’esonero di Pioli e dell’avvento di Ballardini, la felicità per una così bella notizia mi impedisce di chiudere occhio. Fatto fuori con gran classe l’unico vero responsabile dello scempio degli ultimi anni, un allenatore incapace di valorizzare un parco giocatori tra i migliori in Italia (come dimostrato dal monte ingaggi da Europa League), quello che ci si prospetta davanti è un futuro roseo, nel quale la lotta per la salvezza non ci sfiorerà nemmeno da vicino e in cui potremo tutti quanti toglierci grandissime soddisfazioni. Come Pioli, Ballardini potrà contare sull’appoggio di una società solida e competente, che ha già dimostrato piena fiducia nell’allenatore e nell’organico: lo dimostra il contratto valido fino a giugno che pare essere stato proposto a quello che presto diventerà il nuovo mister; la dirigenza di è dimostrata ancora una volta attenta alla progettualità di lungo periodo, ma questa - per fortuna - non è affatto una novità.
Allacciamo le cinture ed apprestiamoci a vivere quattro mesi che, statene certi, saranno indimenticabili.
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