Non c'è niente da fare, questa squadra non riesce a trovare continuità nei risultati. Peccato perché l'occasione era propizia. Evidentemente questi ragazzi sono capaci di imprese formidabili, ma anche di prove incolore, come quella offerta domenica contro il Siena. E' inutile nasconderlo: dovevamo vincere e abbiamo fallito. Non è mancato l'impegno, ma l'atteggiamento in campo è stato meno incisivo di altre volte, del resto nel secondo tempo la partita si è addormentata e la paura di perdere ha portato le due squadre a non farsi troppo male. Personalmente credo che questo atteggiamento sia sbagliato, controproducente e che la classifica non vada guardata adesso, ma alla fine del campionato. Bisognava vincere, ma ad un certo punto si è preferito non perdere e questo, da eterno sognatore, non lo accetterò mai. Personalmente ho una visione più “zemaniana” del calcio, ma capisco che quando lo spettro della retrocessione ti guarda dalla finestra è più consigliabile stare abbottonati, piuttosto che rischiare o sperimentare.
Ottenere la salvezza con qualche giornata d'anticipo sarebbe un evento benefico per tutto l'ambiente e permetterebbe a Pioli di dare maggior spazio e visibilità a quei giovani che finora sono rimasti ai margini, ma che in realtà sarebbe importante valutare adesso, per non ritrovarsi come al solito in estate, a dover giudicare un giocatore, senza averlo testato sufficientemente sul campo. Potrei farvi decine di esempi di giocatori “scartati” dai vari allenatori o dirigenti del passato, che di li a poco sono esplosi rivelandosi buoni giocatori. Mi viene subito in mente Osvaldo, che evidentemente i tecnici di allora non avevano valutato per quel top-player che sta dimostrando di essere; ma in questo ragionamento posso inserire anche i casi di Britos, che dopo la prima uscita infelice scomparve dalla formazione titolare per lungo tempo (in casa contro l'Udinese fu protagonista di un intervento goffo con relativa espulsione) e quello di Ramirez, che fino alla doppietta contro il Modena in Coppa Italia, non era neppure titolare nel Bologna di Malesani. Se questi due giocatori non avessero avuto altre occasioni per mettersi in luce e fossero stati messi ai margini e poi ceduti, forse a questo punto il Bologna avrebbe una ventina di milioni di euro in meno. Tanti soldi, come quelli che attuale società ha visto sfumare nel caso Belfodil, che lo scorso anno è stato utilizzato con il contagocce ed in estate scartato con troppa leggerezza. Guardando al passato ricordiamo tutti come a Casteldebole, tanti anni fa, fu scartato un certo Ivan Zamorano, ma vi sono altri casi più recenti e meno clamorosi, come Siligardi, che in serie B sta facendo ottime cose ed Ekdal, che a Cagliari si sta rivelando un discreto giocatore. A volte i titolari che ti servono ce li hai sotto il naso e te li ritrovi facendoli giocare, magari in Coppa Italia, quando la pressione per il risultato è meno forte. Questo è accaduto molte volte in passato e dimostra come i tecnici che allenano il Bologna, dovendo fare costantemente i conti con la classifica, non si possono permettere di fare esperimenti.
A dire il vero quest'anno Pioli non ha molto materiale su cui lavorare, in quanto il tendem Guaraldi-Zanzi non ha dotato la rosa di molti giovani da valutare, tuttavia i vari Abero, Riverola, Radakovic e Stojanovic devono essere rivisti più volte, prima di prendere decisioni affrettate sul loro futuro. Non possiamo saperlo, magari da qui a fine campionato uno di loro risulterà il nuovo asso nella manica a disposizione del Mister. Sto fantasticando, me ne rendo conto, ma nulla è impossibile, il passato ce lo insegna.
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