È stata una settimana densa di grandi eventi, tipo la notte degli Oscar. Tuttavia non ho potuto far a meno di notare che cambiano governi, cambiano i pontefici, ma Guaraldi e Zanzi son sempre lì. Keanu Reeves direbbe che c’è un errore nella “matrice”. Ma continuiamo a parlare del giuoco del calcio. Anzi no, parliamo prima dei bolognesi. Se c’è una cosa che ha sempre caratterizzato la bolognesità è l’ironia. Quando il Bfc non era neanche nato, nell‘800, l’ironia in città veniva già ben distillata attraverso la zirudela, tipico componimento poetico dialettale utilizzato per dissacrare e raccontare i personaggi e i fatti più noti accaduti dentro porta. Al giorno d’oggi purtroppo le zirudele son praticamente sparite e anche il dialetto è in via d’estinzione. Ma quella geniale ironicità di fondo sopravvive ancora adesso nello spirito del vero bolognese. Anche allo stadio. Anzi, mi vien quasi da dire soprattutto allo stadio, nel quale ci si reca certamente per passione ma anche per farsi delle risate con gli amici. Senza l’ironia ed il piacere di ritrovarsi la domenica, i tifosi non avrebbero superato le tante delusioni che hanno costellato gli ultimi 20 anni della storia rossoblu. Ebbene questa lunga premessa era doverosa dopo lo striscione che è apparso martedì in curva: “Lazaros, alzati e bolla” Nel film “Amici Miei”, così sentenziava il Melandri a proposito delle loro “zingarate”: “Cos'è il Genio? - È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione.” Qua a Bologna a sto giro però siamo andati oltre: più che velocità di esecuzione, c’è stata una vera e propria profezia. Il gol di Lararos, già ribatezzatto San Lazaros, ha infuocato la piazza, e probabilmente schiantato i sogni di Champions dei violacei. Non me ne voglia Motta, ma il nostro vero altro match winner è stato Quadrado. Il piede con cui ha ciccato la palla a porta vuota è stato all’altezza del suo cognome (nomen omen dicevano i latini). Tornando alla prodezza del numero 19, in questa città ci eravamo infuocati (sempre ironicamente) anche per Dino Fava. La mia speranza è che l’apporto di Lazaros sia un pelo più consistente, nonostante il contratto già in scadenza. Dopo la prestazione del greco già ci domandavamo se almeno uno buono Zanzi l’avesse preso tra la scorsa estate e Gennaio. Invece, a leggere una notizia pubblicata proprio qui su tuttomercatoweb, mi è parso di capire che no, neanche per sbaglio! E questo perchè in realtà, rullo di tamburi, non l’ha portato lui! Come è arrivato a Bologna il suo assistito? "Lo conosceva da molti anni Adriano Polenta ”Povero Zanzi, ormai è come Willy il Coyote; con l’apprezzabile differenza che almeno quest’ultimo non parla.Passando alla sfida di oggi, col Cagliari avremo l’opportunità di porre una seria ipoteca sulla salvezza, ma bisogna scendere in campo credendoci.I sardi si presentano con una squadra in palla e Cellino in cella.
Nota di colore sul presidente sardo: ha provato a rifiutare i domiciliari per stare al gabbio a suonare la chitarra.
Bravo Massimo, la coerenza prima di tutto, “nomen omen” anche per te.Sul fronte societario la prossima settimana dovrebbero esserci sviluppi sullo “seicco”.Capiremo se è stato risucchiato dalle sabbie mobili (dei bilanci del Bfc,) oppure se è pronta l’invasione cammellata su Casteldebole.A giudicare dall’attenzione che i giornali stanno dedicando alla vicenda, c’è il timore che si tratti solamente di un miraggio apparso durante una tragica attraversata nel deserto.
A proposito di bolognesità e di ironia, domani è il 4 Marzo e a Bologna celebreremo un noto tifoso del BFC che ci ha salutati esattamente un anno fa.
Ciao Lucio,
sei sparito e ci hai rubato un monumento.
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