Segnatevi questi numeri: 11, 14, 15, 22, 46, 94. No, non sono impazzita a causa della prima calura estiva (che, credetemi, si fa attendere anche qui a Napoli), cercavo di schematizzare i recenti accadimenti relativi al Bologna utilizzando una sequenza in stile Fibonacci. Per chi è già in astinenza dal campionato e, ancor di più, dai nostri amati colori, quest'estate è cominciata con una bella e gradita sorpresa: dopo 14 anni la Nazionale è tornata a giocare a Bologna sfoderando tra l'altro un attacco completamente rossoblù, con Gilardino e Diamanti, rispettivamente numeri 11 e 22, terminali offensivi della formazione schierata da mister Prandelli. La contemporanea presenza di due giocatori del BFC nell'Italia era un evento che non si verificava da ben 46 anni! Il ‘’Dall'Ara’’, la Nazionale, i nostri beniamini pronti a renderci più orgogliosi del solito... cosa si poteva desiderare di più per una serata del genere? Magari un commento diverso e più neutrale da parte di Bizzotto e compagnia bella (e questo aggettivo è solo un modo di dire) che hanno trascorso i 90 minuti della sfida contro la Repubblica di San Marino a ricordarci che probabilmente è stata l'ultima apparizione dei due assi bolognesi avanti al loro pubblico. Anzi, addirittura qualcuno s'è improvvisato notaio parlando di un presunto precontratto firmato da Diamanti per legarsi alla Juventus. Sia chiaro: nessuno sta negando che entrambe le cessioni potrebbero aver luogo (conoscendo le casse del Bologna e l'ingordigia delle cosiddette ‘’big’’), ma parlarne con quell'aria quasi sghignazzante mi fa pensare che qualcuno deve averci presi per una vetrina da cui arraffare qualsiasi oggetto più o meno prezioso e poi magari lamentarsi pure del prezzo dello stesso. Insomma, non solo bisogna farsi predare ma anche senza troppe resistenze e poi, non sia mai Alino e Gilardino dovessero restare sotto le due torri, chi asciugherà i lacrimoni indignati di chi si sta già sfregando le mani? Comunque, per fortuna sul telecomando esiste un bel tasto per eliminare l'audio e, dopo il sessantesimo riferimento al binomio Diamanti-Juventus, l'ho premuto con inaudita veemenza. Non prima di essermi gustata lo spettacolo del sempre emozionante Inno di Mameli: a un certo punto il nostro capitano s'è girato istintivamente verso la ‘’Bulgarelli’’ e i suoi occhi tradivano la sensazione di chi cerca di sentirsi a casa anche in una situazione emotivamente così forte. Ma questo Dossena e Bizzotto non l'hanno notato, erano troppo presi dallo scegliere il numero di casacca che il nostro Alino porterà l'anno prossimo alla Juve. E' così tanta la voglia di sgraffignare il Bologna che addirittura il commentatore tecnico, nonché nostro ex, s'è immaginato Pioli (anziché Poli, centrocampista della Sampdoria) alle prese con un ballottaggio con Aquilani per un posto nello scacchiere di Prandelli. Inutile dirvi che, se per assurdo questa scelta dovesse esser fatta, le cornacchie della Rai non avrebbero dubbi su chi optare... E' lo stesso PioliPoli a sbloccare una partita che, a dispetto dello scarso spessore degli ospiti, sembrava stregata e poi a chiudere virtualmente la pratica ci pensa Gilardino che per ‘’qualcuno’’ pare abbia già firmato un precontratto, questa volta, con l'Inter. Speriamo che almeno Gimenez ce lo lascino, bontà loro... Nella ripresa l'Italia archivia la pratica senza troppi affanni, con Gila e Alino già fuori dalla partita (intenti, si dice, a raccogliere definitivamente le loro cose dagli armadietti dello spogliatoio) e con, lo confesso, la strana sensazione di dover sostenere, nel nostro ‘’Dall'Ara’’, Buffon, Pirlo, Chiellini e via dicendo. Più patriottica di me è difficile esserlo ma dal lontano 1999 ad oggi ne sono successe di cose, diciamo così... L'amore per la Nazionale è viscerale e supera anche certi indubbi ‘’disagi’’, come altrettanto verace è la passione rossoblù: avrò tanti bei ricordi di questa serata, tra cui la rete del Gila (dopo 15 anni dall'ultima marcatura felsinea in azzurro!) e vedere il nostro stadio colmo di bambini. Che bestemmiassero o meno, questa volta, resterà un mistero. Ricordate la serie di numeri che ho snocciolato all'inizio di questo altro piccolo viaggio rossoblù insieme? Bene, ammetto che era una prova per testare la vostra attenzione verso le parole della sottoscritta. I più solerti avranno notato che strada facendo li ho elencati tutti, tranne uno, il 94. Già, perché mentre si parla solo di un Bologna con tutti con la valigia in mano, a sorpresa la prima notizia di calciomercato riguarda la casella degli acquisti e porta il nome di Abdallah Yaisien, centrocampista avanzato francese nato appunto nell'anno che ci portò via Kurt Cobain. Proveniente dal vivaio del PSG, il giovane sosia di Lewis Hamilton promette molto bene (sperando che non sia il Riverola-bis) e, sicuramente, potrebbe addolcire la pillola in caso di imminente addio di qualche ‘’big’’ di cui non posso fare il nome: Diego Perez che, scommetto, scivolerà via da Bologna anche lui col silenzioso ‘’metodo Portanova’’. Tornando al talentino d'Oltralpe, non conosciamo bene la sua reale forza (da YouTube anche Paponi sembra un fenomeno!) ma di sicuro la personalità non gli manca: appena approdato nel capoluogo emiliano ha subito affidato ai social network le sue prime parole da rossoblù, affermando con fermezza di non essere né Zidane né Meghni, colpendo con chirurgica precisione un nervo ancora scoperto. A quel punto, in completa crisi mistica francofona, mi è venuta in mente una hit che spopolò in una calda estate di inizio millennio, quando il buon Yaisien era probabilmente ancora impegnato con pappette e pannolini (adesso vi sentirete tutti vecchi, lo so): parlo di ‘’Moi... Lolita’’, grande successo della cantante corsa Alizée. L'augurio che faccio a questo baldo giovanotto, che ha la saggia voglia di essere se stesso e di emergere solo come tale, senza assurdi e riduttivi paragoni, è di diventare sempre più orgoglioso delle sue caratteristiche, portando anche a noi i benefici del suo (si spera) talento. E di poter cantare un giorno, con ancora più fierezza, una canzone nuova, dal titolo ‘’Moi... Abdallah’’.
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