Pioli ha fatto la sua scelta e il tifoso del Bologna non può che essere contento e soddisfatto di quello che l'allenatore ha deciso. Altri due anni di contratto che forse vogliono dire davvero la voglia del mister e del presidente Guaraldi di creare un progetto, e non di rifondare la squadra ogni estate. Pioli ha dato la sua conferma, ha dato la scossa. Ora sta ai giocatori chiave di questa squadra capire quello che è possibile fare, anche in funzione dei prossimi anni. Gilardino lo ha detto chiaramente a stampa e colleghi che vuole rimanere sotto le due torri. Diamanti è attratto dalle sirene delle grandi squadre, ma qui è al centro di tutto, è il capitano, è l'uomo attorno al quale ruota la squadra: forse rimanere non farebbe male neanche a lui. Per Perez le offerte non mancano e la scelta spetta solamente al giocatore; ma in questo caso la conferma dell'allenatore potrebbe girare a favore dei rossoblù, anche se i soldi del Principato o il prestigio della Liga potrebbero attirare chiunque. Certamente i giocatori faranno delle scelte, ma il ruolo determinante sarà quello della società. Perchè purtroppo non bastano solo le belle parole della ricerca di un progetto e di una prospettiva futura, ma servono anche i soldi per fare sì che questo possa succedere. Quindi Albano, il passo più importante lo si è fatto (la conferma dell'allenatore), ma ora viene il bello.
Con i nazionali che rientrano, la situazione a Casteldebole torna alla normalità in vista della sfida di sabato pomeriggio contro l'Udinese di Guidolin. Gilardino si è goduto gli ultimi cinque minuti nella sfida contro Malta ed è entrato più per regalare la standing ovation a Balotelli che per altro, mentre Diamanti è stato spettatore non pagante nella gara contro gli isolani. Da bolognesi dispiace vedere i due convocati ma non schierati in campo, ma purtroppo è una cosa più che naturale, a livello di Nazionale. Certo è che vedere un giocatore come Giaccherini (che se non giocasse nella Juve verrebbe snobbato da chiunque, per quanto tattico e di corsa) essere preferito nel ruolo di trequartista ad Alino fa pensare: “Ma allora, Prandelli, perchè lo chiami?”. Ma accettiamolo e riempiamoci di orgoglio nel vedere i nostri giocatori in azzurro. Anche perchè essere convocati e scelti dal CT fa sicuramente morale e quindi si spera che i “2 magnifici” tornino con la voglia e lo spirito di portare tutta la carica positiva al servizio della squadra.
A Udine si affronterà una squadra che viaggia in una comoda posizione di classifica, lontano dalle velleità europee anche a causa di una brutta partenza in campionato. A guidarla sarà l'eterno Totò Di Natale, un giocatore formidabile che quest'anno ha già segnato 15 goal, ma la cosa ormai, non fa più notizia; anzi, fa quasi impressione non vederlo in testa alla classifica dei marcatori. Ma l'Udinese non è solo lui, è anche la velocità di Muriel e l'imprevedibilità di un giocatore come Maicosuel che alterna giocate eccellenti ad errori banali e imbarazzanti. Per il resto la squadra non è fatta di fenomeni o giocatori che possano cambiare la partita da un momento all'altro, ma è stata amalgamata e plasmata da un allenatore capace come Guidolin. A Bologna tutti lo ricordiamo per quello che ha fatto, sia per la magica stagione nella quale si sognava la Champions, sia per quella frase infelice che lo ha segnato. Ma il passato è passato e oggi, Bologna, ha trovato il suo condottiero ideale: Re Stefano
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