Curci è ormai diventato l'uomo più tristemente famoso di Bologna.

Un portiere di questo livello non lo si vedeva dai tempi di Sterchele e probabilmente quest'ultimo non riusciva a raggiungerlo su queste vette.

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Dopo l'ennesima figuraccia i giornali hanno sparato più che sulla croce rossa su un vero e proprio campo profughi.

Peccato che a inizio stagione titolassero a caratteri cubitali le sue dichiarazioni (“Bologna,Vi stupirò”) anziché denunciare il suicidio della società di tenere gli stessi portieri dell'anno scorso.

Comunque, fermo restando che Curci le sue responsabilità le ha, bisogna evitare che diventi il parafulmine del momento.

Il punto è che avere la responsabilità degli ormai troppi punti persi per strada non vuol dire avere la colpa. Essere tristi non può e non deve essere una colpa.

Le colpe sono di chi l'ha comprato, di chi l'ha voluto e di chi lo fa giocare, equamente divise tra Zanzi, Pioli e Guaraldi.

Albano (è bene ricordarlo periodicamente) dopo la vendita di Gillet, dalla quale ha ricavato poco meno di 2 Mln, non comprò un altro portiere.

Prima che qualcuno potesse soffiarci l'affare pensò bene (come BolognaFC) di reinvestire quei soldi acquistando dal socio Rimondi gli indispensabili terreni per l'indispensabile centro tecnico; al prezzo bazza di 1,6 Mln sono inclusi nel pacchetto una villa romana, i tralicci dell'alta tensione e una suggestiva vista sull'inceneritore.

Abbandonando i campi agricoli e tornando a quelli di calcio, al contrario della partita col Chievo in questa stavamo facendo uno straccio di gioco.

Ma ormai i nostri avversari sanno qual'è il nostro tallone d'Achille e sanno che anche col tiro da lontano più “ubriaco” possono cambiare il volto alla partita o appesantire la sconfitta, senza contare che qua a Bologna il nome di Cesarini rischia di cadere nell'oblio in favore di Curci (Abate col Milan, Jorginho col Verona e domenica Livaja).

Il dramma è che girarsi verso la panchina è come guardare con cupidigia la Sig.na Silvani dopo che ci siamo sposati la Pina.

E' uno stillicidio destinato a durare sicuramente fino a Gennaio e poi, anche lì, ci sarà da ridere; finora si è solo parlato unicamente di cessioni indispensabili per dare continuità alla gestione, dato che nessun socio vuol mettere un obolo.

Ma se non avevano un soldo che sbattesse con quell'altro perché queste persone sono volute entrare nel Bologna? (Ed è da precisare che risposte del tipo “per salvare un patrimonio della città” van bene per chi crede ancora a Babbo Natale)

Stando a quanto dichiarato Scapoli, il braccio destro di Guaraldi, davvero pensano di salvarsi cedendo un altro giocatore a Gennaio?

Perché se davvero accadesse questo allora sarebbe ufficiale: dopo il “ricco non scemo”, per non farci mancare nulla, avremo visto all'opera i “poveri non furbi”.

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