“Siamo stati sfortunati”. Questo è uno dei mille commenti che si son sentiti dopo Bologna-Roma. Visto i legni che abbiamo preso con Diamanti, ci starebbe anche. Pensando ad altri episodi, imputabili ai nostri limiti tecnici, ci sta un po’ meno. Ma non ho apprezzato questo commento non per il contenuto, ma per chi lo ha esternato: il patron. Il presidente in questo ultimo mese non ha parlato di calciomercato, non ha parlato dell’aumento di capitale, non ha parlato della programmazione della società: ha solo detto che abbiamo sfortuna.
Ormai sono decenni che facciamo da squadra materasso in serie A, se va bene. Perché se va male finiamo pure nel pantano della serie B. E in questo arco di tempo non è mai passato a Bologna nessuno che avesse davvero voglia di far del calcio. Al contempo abbiamo visto squadre con meno tradizione di noi rinascere, come Napoli e Palermo. L’attuale società è solo un deja vu di tante precedenti gestioni che abbiamo avuto: gestioni dove il Bfc rappresentava la parte residuale, ed il “core business”, almeno negli intenti, era qualche altro progetto (sempre edilizio).
Eppure già di suo il calcio (per quanto non sia bellissimo dirlo) sarebbe un affare. Se non ci fosse un guadagno non si spiegherebbe la presenza in serie A di tanti imprenditori (un esempio a caso, Pozzo) . Faccio fatica a credere che questi personaggi facoltosi siano entrati in questo mondo, perchè trascinati dalla passione o perché volessero dilapidare il loro patrimonio personale. Di Moratti ce n’è solo uno.
Il nostro presidente è diventato laconico. Rispetto alle tante critiche che iniziano timidamente a sollevarsi, ha scelto di “fare l’indiano” e qualche maligno l’ha già ribatezzato col nome di battaglia Plomma Bianca. Al contrario di Albano, il socio Rimondi in settimana ha invece parlato. In pieno mercato ha voluto gasare l’ambiente con una notizia bomba: “ci sono i soldi per gli stipendi e per finire il campionato”. E quale tifoso non avrebbe un sussulto di piacere ad una notizia del genere? E a giugno poi che si farà?
A proposito di Rimondi, siamo così sfortunati che i terreni dove sorgerà il centro tecnico si trovano nei pressi non solo di un inceneritore, ma anche di alcuni tralicci dell’alta tensione. L’Arpa ha rilevato che in alcuni campi non sarà possibile allenarsi per più di quattro ore causa elettrosmog. Di questo saranno contenti anche i cinni della “cantera”, cresceranno con più volt e meno cacao.
Ma la sfortuna negli ultimi anni ci ha perseguitato anche durante il mercato. Abbiamo scovato un giovane talento come Ramirez, ma poi ha iniziato a fare i capricci, e non siamo riusciti a trattenerlo. Eravamo riusciti a sostituire egregiamente Viviano con Gillet, ma anche con lui è andata male perchè voleva a tutti i costi andare in una piazza più importante, il Torino (…). Dulcis in fundo, il capitano Portanova: non fa in tempo a rientrare dalla squalifica, che vuole più soldi per la sua pensione integrativa, così si lascia irretire dalle sirene genoane. In questa tornata di calciomercato non siamo riusciti neppure a trovare uno da mettere in porta. Per cui ci apprestiamo ad affrontare la sfida a Pescara col solito Agliardi che, dopo aver rifiutato la Fiorentina, ha dimostrato invece un vero attaccamento alla maglia. I tre punti a Pescara sono obbligatori per rimanere fuori dalla palude del fondo classifica.
Sarà quindi meglio mettercela tutta per battere.....la sfortuna.
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