Albano spariglia di nuovo le carte e con un'intervista a Radio International affronta a viso aperto l'intera città. In un certo qual modo capisce i tifosi per le loro contestazioni e si giustifica con loro chiamando in causa la sua inesperienza (ma intanto Zanzi è sempre al suo posto, forse avrà una “badante” per la parte tecnica...) Per altro verso, si scaglia contro la stampa, i “ricchi grilli parlanti” della città e non risparmia neppure qualche stilettata ai soci. In particolar modo, gli strali lanciati verso stampa hanno rappresentato il vero coupe de theatre; proprio a quella stampa che gli ha tenuto bordone in tutti questi mesi di presidenza. Nonostante la settimana scorsa su certi giornali si leggessero ancora cose del tenore che non si doveva andare sotto casa di Guaraldi a contestare ma sotto quelle dei politici (?!), il pres ha voluto attaccare l'intera categoria bolognese, tacciandola di ipocrisia. Persone che accettavano ben volentieri i pranzi e le cene offerta da Albano, e che lo chiamavano puntualmente tutti giorni al cellulare, ma che poi si scusavano se dovevano scrivere qualche critica nei suoi confronti, della serie “anche noi dobbiamo far finta di lavorare, ogni tanto”. E ai primi scricchiolii di questo connubio, Guaraldi ha deciso per primo di sancire la rottura definitiva, e in maniera piuttosto piccata. Magari nel disperato tentativo di cercare di calmare un po' la tifoseria con una pseudo “operazione trasparenza”.
E non ha risparmiato critiche anche a quelli che dal suo punto di vista sono i “ricchi grilli parlanti” della città, quelli che dicono io “avrei fatto così io colà” ma che non mettono un soldo e vengono allo stadio solo se hanno il biglietto gratis dalla società. Tra le righe, ho avuto l'impressione che abbia pure dato del “plumone” ad alcuni altri soci, rei di non aver partecipato ad alcun aumento di capitale. Insomma è un Guaraldi stanco e accerchiato, e forse proprio per uscire dall'angolo ha voluto allestire questo “show”.
Ma Albano vede anche il “suo traguardo”. Ha affermato che il credito sportivo ha già dato parere favorevole al prestito finalizzato alla costruzione del nuovo centro tecnico, e il 5 dicembre ci sarà la sentenza del TAR, l'ultimo vero ostacolo al suo progetto. Quel che è già certo, perché ribadito dallo stesso presidente più volte, è che a Gennaio ci saranno altre cessioni. E il Bologna assomiglia sempre di più ad un osso di prosciutto completamente pulito; un osso che Albano si è dichiarato disposto a mollare pure con lo sconto se trova un “compratore serio”. E dopo la firma per la costruzione del CT non si fa fatica a credere che sbarazzarsi della società diventerà una priorità.
Intanto la squadra sul campo continua a fare quello che può. Al netto delle voci di malumore all'interno dello spogliatoio, la prestazione con l'Inter ha fatto vedere che i giocatori non vogliono mollare. Se riuscissimo a fare almeno 7 punti nelle prossime 6 giornate (prima del giro di boa) forse possiamo continuare a sperare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA