Guaraldi ha deciso di non lasciare più niente dietro di sé, se non un cumulo di macerie.
Questa squadra senza Diamanti ora è fortemente indiziata per la retrocessione, per non dire spacciata. E senza i soldi della serie A, con i conti disastrati che si ritrova, il passo successivo sarà quello del fallimento.
La cessione di Diamanti è stato solo l'ultimo atto di tre anni di gestione scellerata, dove la dirigenza è riuscita solo a vampirizzare il patrimonio tecnico, senza mai provare concretamente a rigenerarlo. Sessioni di mercato fatte di cessioni, prestiti e un sacco di balle.
Benché lui dica il contrario, Guaraldi passerà alla storia come il peggior presidente del Bologna; lui, il bolognese acclamato da una stampa per lo più collusa e pietista perché "fa quello che può".
Oltraggiare questi colori come ha fatto colui che ci tocca chiamare presidente non sarà un crimine per la legge ma lo è certamente per quelle migliaia di tifosi che seguono questa squadra con vera passione.
Le vicende del Bfc vanno ad intrecciarsi in maniera indissolubile con ricordi d'infanzia e di famiglia, con affetti e amicizie, e hanno anche dato gran lustro alla città in passato.
Infatti, non penso sia un caso che, parallelamente al Bfc, anche Bologna stia vivendo un momento, se non di vero declino, quantomeno di decrescita infelice (basti vedere l'involuzione della fiera, a lungo il fiore all'occhiello della città, dopo l'Università).
Tutte considerazioni stucchevolmente troppo romantiche per il calcio di oggi, soprattutto per l'arido ambiente che s'è venuto a creare da ormai troppi lustri; almeno vent'anni dove abbiamo visto solo progetti edili, programmazioni emergenziali e tante umiliazioni.
Grazie al Bfc Guaraldi è diventato in pochi mesi prima il parvenue dell'imprenditoria bolognese, poi del calcio che conta col ruolo di consigliere nella Lega.
La sua gratitudine per tutto questo si è concretizzata nello scientifico smantellato di una squadra che qualche soddisfazione, dopo tanto tempo, l'aveva regalata, e che aveva fatto tornare a sperare in un futuro più roseo.
Anzi, più rossoblu.
Un presidente che, vale la pena ricordarlo, ha trovato sponda nella politica locale, che lo ha appoggiato in tutto e per tutto per progettare quell'inutile colata di cemento in piena campagna, comunemente chiamata Centro Tecnico.
Ora quei politici si vantino pubblicamente in campagna elettorale di avere questo amico, se ne hanno il coraggio.
Il Bfc ora è solo un malato terminale e questa dirigenza il male che lo sta stroncando.
A fine anno il presidente potrà vantarsi di essere presidente di un pugno di mosche; il signore delle mosche per l'appunto.
L'unica certezza è che questo tristissimo circo sta per implodere su sé stesso per colpa della spregiudicatezza e inadeguatezza di chi lo ha allestito.
Ma come al solito chi pagherà il prezzo di tutto questo saranno solo i tifosi.
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