Ci risiamo. Ancora una volta, la premiata ditta Guaraldi-Zanzi offre un pretesto più che valido a noi tifosi per criticare una dirigenza che sembra fare di tutto per inimicarsi il suo stesso pubblico. Sto parlando ovviamente del “caso-Gilardino”, ovvero del sempre meno probabile riscatto dell’attaccante biellese, il cui cartellino attualmente appartiene al Genoa.

Come al solito, mi sento in obbligo di precisare, prima di addentrarmi nella questione, che il problema non è la conferma o meno di Gilardino di per se stessa, ci mancherebbe. Se avessimo anche solo l’impressione che chi tiene le redini della società abbia una ben che minima idea di cosa significhi la parola progettualità, non ci sarebbe nessunissimo problema se al posto di Gila arrivasse qualcun altro. Il vero problema è che tutta la faccenda sembra proprio dimostrare che le decisioni in seno alla società vengano prese in maniera approssimativa, un tanto al chilo. Più che scelte razionali sembrano vere e proprie giocate d’azzardo; per fortuna, almeno per adesso, le cose non sono andate neanche male, ma il rischio di trovarci con la schiena a terra diventa sempre più concreto.

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Un promemoria, partendo da circa 10 mesi fa, è d’obbligo. Siamo alla fine di agosto e il mercato sta per chiudersi. Proprio nelle ultime ore disponibili, il gatto e la volpe riescono finalmente a piazzare Gaston Ramirez al Southampton, monetizzando in maniera soddisfacente una delle cessioni più annunciate della storia del calcio. Da qui la necessità di sostituire il giovane uruguaiano con “un giocatore di pari livello”, parola di Presidente. Per la gioia di Robertone Acquafresca, il giocatore in questione risponde al nome di Alberto Gilardino; un nome altisonante, Campione d’Europa per club e del Mondo nel 2006 con la Nazionale, particolarmente gradito alla dirigenza perché arrivato quasi a gratis, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Un po’ per questo, un po’ perché Gila viene da una stagione difficile tra Viola e Grifone, un po’ perché certa stampa parla (senza cognizione di causa) di un giocatore finito, addirittura sovrappeso, la piazza accoglie in maniera tiepida uno degli attaccanti più prolifici attualmente in attività.

Basteranno uno scorcio di partita da ex contro il Milan e la decisiva doppietta dell’Olimpico a far ricredere un po’ tutti quanti. Tanto che già a gennaio sono in tanti a chiedere che il Bologna si assicuri almeno la metà del cartellino di Gila. L’occasione sembra arrivare con la contestatissima cessione di Portanova, che passa al Genoa per soldi (?) più l’intero cartellino di Gilardino (???). Nella tifoseria impazza la polemica, perché “il Capitano non si tocca”, ma i più accorti si chiedono: possibile che Preziosi sia impazzito fino a questo punto? Perché un accordo del genere significa valutare Portanova più di 5 milioni di euro e, con tutto il bene che si poteva volere a Daniele, la cosa non sta né in cielo né in terra. L’illusione dura non più di qualche ora e subito i termini dell’accordo vengono ridimensionati: non tutto Gilardino, ma “solo la metà”. Un ottimo affare comunque, ma ancora non ci siamo; eh sì, la comproprietà si farà sicuramente, ma non prima di giugno; anzi, a dire il vero Portanova è stato ceduto per pagare il prestito di Gilardino (ma non era già stato pagato?). Forse Preziosi non ci sta a fare la figura dell’allocco e così l’ultima versione fornita a noi comuni mortali dall’Altissimo Albano è che in cambio di Portanova il Genoa assicura al Bologna un non precisato sconto sull’acquisto di Gilardino. Neanche fossimo al supermercato.


Il tempo passa e arriviamo ai giorni nostri. I gol di Gilardino a fine stagione sono 13, più che sufficienti per regalare al Bologna una tranquilla salvezza e ad Alberto una meritata convocazione in Nazionale. Non resta che mettere definitivamente le mani sul Gila, usufruendo dello sconto che il Genoa ha promesso a Guaraldi. “Nessun problema”, rassicura la presidenza, è solo questione di tempo e Gila sarà nostro. Ahia, l’ho già sentita questa. E infatti tra Genoa e Bologna pare intromettersi l’Inter, improvvisamente interessata alle prestazioni dell’ex rossonero (il perché, poi, è tutto da capire). “Vorrei rimanere, ma non dipende solo da me”. Ari-ahia. Se in molti si erano già preparati a salutare Alino (e pure Perez, non dimentichiamolo), l’eventualità che pure Gilardino non facesse più parte della rosa del Bologna per la prossima stagione non veniva quasi presa in considerazione: abbiamo il buono-sconto e Mr President ha garantito che Gilardino rimane. Appunto…


Ancora una volta Guaraldi ha pensato bene di prendersi gioco dei tifosi, dimostrando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le sue parole contano zero. Che la menzogna fosse un marchio di fabbrica di questa dirigenza lo dovevamo capire subito, quando uno dei pochi a dire la verità (cioè che non c’era un quattrino), Salvatore Bagni, fu prontamente accompagnato alla porta. Un Presidente ha tutto il diritto di dire bugie, ci mancherebbe, a patto che queste siano dette per il bene della società. L’impressione, invece, è quella di essere di fronte ad un giocatore d’azzardo, un gambler in inglese, con un’incredibile faccia tosta, ma senza il becco di un quattrino. Per ora le scommesse hanno pagato, o almeno non ci sono costate troppo. Per ora, ma per quanto ancora?

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