La settimana scorsa è stata così piena di notizie che non sono riuscito a commentarle tutte. Ma ce n’è una in particolare che ci tenevo a “recuperare”. Riguarda una missiva inviata al Bologna dall’advisor Tamburi dove si precisava che “il suo cliente ha dismesso in via definitiva l’interesse all’acquisizione del Bologna”. Un’offerta che inizialmente era stata (spudoratamente) smentita dalla società. Era importante recuperare questa notizia per dare la giusta dimensione a quelle di questa settimana.

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Partiamo dal “grande rifiuto” dei nanetti.


Escludendo Rimondi, i soci di Guaraldi hanno comunicato che non sono intenzionati a sottoscrivere l’aumento di capitale. La loro posizione è chiara: Guaraldi è voluto diventare l’azionista di maggioranza ed ora spetta a lui accollarsi gli onori e gli oneri di essere al timone. Considerano la loro missione conclusa. E probabilmente i loro investimenti a fondo perduto. Pare che il patron ci sia addirittura rimasto male.

Si aspettava davvero che gli altri soci pagassero per tutti gli errori che hanno commesso lui e Zanzi finora (senza contare quelli che è intenzionato a commettere, vedi il nuovo centro tecnico). Tutti “giuda iscariota” insomma, tranne come dicevamo Rimondi, il socio che ci ha gentilmente venduto a prezzo “bazza” i terreni per il CT. Rimane il fatto che i conti sono in rosso, quindi quale soluzione? E’ semplicissimo: si vende ancora il vendibile.


A tal proposito sui giornali è uscito che Diamanti è incedibile, ma se, arriva un’offerta di 10 milioni, allora se ne può parlare.

È un po’ come se io dicessi che mia ragazza è una santa e non mi tradirebbe mai, però nel caso vi presentaste a lei con un solitario della De Beers è facile che possiate approfondire la conoscenza (oh ragazzi, è solo una metafora). Sempre i giornali han scritto che Albano avrebbe provato a riavvicinarsi Zanetti, forse per avere un ovvio due di picche e scaricare anche su di lui un po’ di colpa, agli occhi dei tifosi. Prima che qualcuno possa cascarci e dare a Zanetti anche la colpa del meteorite caduto in Russia, ci tengo a ribadire ancora una volta che invocare ancora “il ricco non scemo” nel bene o nel male non ha senso. Ha dichiarato più volte che se torna è per fare l’azionista di maggioranza e per mettere soldi solo nel Bologna. Le persone che invece adesso sono dentro la società vorrebbero riavere gli stessi soldi che hanno investito all’inizio. Vorrebbero che il Bologna fosse rilevato insieme al contratto per la costruzione del centro tecnico. Vorrebbero vendere una società in forte passivo. E vorrebbero venderla con in pancia diverse questioni irrisolte (i soldi da corrispondere a Delgato, la causa con Bagni, le quote dei soci già usciti e non ancora liquidati) Quindi da una parte abbiamo un “ricco non scemo” che di sicuro non accetterebbe tutte le condizioni sopracitate. Dall’altra abbiamo un “furbo non ricco” che, a discapito della tragica situazione societaria, al momento non è affatto intenzionato a vendere. Ecco perché era importante sottolineare la notizia del disinteressamento definitivo dello studio Tamburi. Se Albano voleva sbarazzarsi in fretta del Bologna avrebbe intavolato almeno una trattativa. Poi si sa, di queste faccende non si discute in piazza. Ma di certo non avrebbe negato seccamente la proposta o (in un secondo momento) sbertucciato i presunti compratori non potendo più negare l’evidenza. E’ vero che la gestione Guaraldi è al tramonto. Ma purtroppo il sole non è ancora così basso all’orizzonte. Sarà un travaglio lungo, probabilmente doloroso, e non mi stupirei se affrontassimo il prossimo campionato senza alcun cambio al timone.

Sicuramente non ci sarà nessun cambiamento fino a quando non avremo notizie ufficiali dalla Provincia (che riguardano il centro tecnico). Poi magari mi sbaglio e, come dice Renda, a Maggio arriva lo sceicco.

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