Il Bologna di oggi sembra una squadra che si sta accontentado dei risultati che sta ottenendo. Certo, il fatto di “fare X” con formazioni che sono dietro o comunque vicine in classifica non fa male, così come non fa male non perdere. Ma ottenere i tre punti, oltre che dare la certezza quasi matematica della salvezza, farebbe piacere soprattutto ai tifosi. La partita con la Sampdoria è stata duplice: un buon primo tempo, una prima frazione nella quale il Bologna ha attaccato, creato e ha provato a fare gioco e dimostrare di volere la vittoria. Ed un secondo nel quale invece, una volta subito il gol del pareggio, la squadra ha smesso di giocare, i tifosi hanno pensato che fosse più l'occasione per cominciare a sfruttare i primi soli della stagione piuttosto che guardare lo spettacolo in campo, e i 22 in campo hanno giocato più per non ferire che con lo spirito di volere assolutamente portare a casa il match. Riprendendo una celebre frase dell'odiatissimo (ma competente) Francesco Guidolin: "Se volete il bel calcio andate a vedere un'altra squadra", è proprio vero che, al momento, il bel calcio si deve (purtroppo) andare a cercare altrove. L'importante è ottenere la salvezza, i modi per raggiungerla possono essere diversi ma il Bologna di oggi sta utilizzando la strategia più semplice (ma anche più lunga): pareggiare contro le dirette concorrenti e sperare che là dietro non si muovano troppo. Filosofia condivisibile e, come direbbe Machiavelli “il fine giustifica i mezzi”: vuoi arrivare a 40? Fai un punticino anche a Bergamo ed il traguardo lo hai raggiunto. Per il bel gioco c'è tempo, per lo spettacolo ci saranno, forse (sottolineato mille volte) le ultime giornate. Nelle ultime cinque, lo scorso anno, il Bologna pareggiò a San Siro col Milan, vinse in casa con Napoli e Genoa, vinse a Catania e perse l'ultima a Parma. Ora ci aspettano invece Atalanta, Lazio, Napoli, Parma e Genoa. Sulla carta si potrebbe pensare che i punti che otterrà la squadra da qui a fine stagione saranno massimo 4 o 5. Ma Pioli ha sempre parlato di dignità, di onore e di voglia di rispettare il campionato. Probabilmente, anzi sicuramente, non si arriverà a 51 punti; ma si spera che le parole si trasformino in fatti e che davvero da qui al termine del campionato i rossoblù possano evitare la figura della “squadra materasso”. Magari si gioirà per uno sgambetto alla Lazio all'Olimpico o al Napoli in casa, per una vittoria nel derby col Parma e magari si eviterà di regalare l'ultima al Genoa. Non si tratta di non fare favori, si tratta di avere un occhio di riguardo più per se stessi che per gli altri. E chi lo sà, forse ci si potrà anche divertire, senza che ci sia bisogno di andare altrove a cercare il bel calcio.
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