Ritorno indietro di qualche giorno, a lunedì sera per la precisione, quando l’apparizione del presidente in tv mi ha ricordato il mitico Aldo Fabrizi che esprimeva la sua comicità, oltre che con espressioni facciali, anche con il suo tipico “ciancicare”.
Fabrizi che tra i tanti film, è indimenticato anche grazie ad una pellicola girata proprio a Bologna “Hanno rubato un tram”, dove l’attore e regista interpreta il ruolo di un tramviere che cerca (invano) di tenere nascosti alla famiglia i tanti problemi che ha sul lavoro. Ebbene, il presidente per una volta ha voluto metterci la faccia non dopo una vittoria, ma dopo l’imbarazzante partita non-giocata con la Lazio. E ha veramente dato la medesima impressione che dava il buon “Cesare Mancini” nella pellicola sopracitata: quella di cercare nascondere la polvere sotto il tappeto al resto della famiglia.
E’ ricorso sia a vecchi cavalli di battaglia del tipo “non metterò in vendita nessuno, certo che se poi arrivano offerte irrinunciabili... “ ad autentiche nuove chicche del tenore “Abbiamo rischiato di tenere Ramirez: con la sua cessione, non che ce ne fosse bisogno, però avevamo 50 milioni di debiti e cedendolo li abbiamo più che dimezzati". Per inciso, tra le varie partenze quasi certe di giocatori, chi sicuramente non partirà è Zanzi, al quale, secondo certa stampa, si sarebbe interessato l’Inter... Però Albano s’è ingelosito, ha dichiarato immediatamente che è blindato. E lo capisco. Trovare uno “yesman” che ti faccia da parafulmine contro le critiche , non è facile quanto sembri, ed è indubbiamente un ruolo in cui Zanzi ha ormai maturato una certa “expertise”. Tornando ad Aldo Fabrizi, penso che Guaraldi invece il tram l’abbia definitivamente perso.
L’ha perso rincorrendo il sogno del centro tecnico (a quanto pare ancora inarrivabile nonostante l’ok della PA); l’ha perso affabulando i tifosi con dichiarazioni improbabili; l’ha perso perché ha sopravvalutato le proprie capacità e sottovalutato la difficoltà di gestire una squadra in serie A.
Il calcio non è roba per tutti scommetto che l’ha capito anche lui.
Ora l’unica domanda che gli vorrei fare e alla quale vorrei rispondesse seriamente è se ne è davvero valsa la pena distruggere tutto quel che di buono s’era venuto a creare nel post-porcedda, ovvero una squadra da 51 punti che con qualche perfezionamento non solo si poteva ripetere ma pure superare e far sognare un’intera città. Dopo le partenze di Diamanti e Perez non rimarrà niente, e l’unica grande fortuna che si ritroverà ad avere il Bfc (nonché qualsiasi suo proprietario) è che, dopo anni di delusioni e umiliazioni, c’è ancora chi ha a voglia di andare allo stadio a sostenere questi colori, come l’altra sera col Napoli, nonostante fosse una partita infrasettimanale. A tal proposito uno dei più alti momenti di civiltà toccati allo stadio è stato il minuto di silenzio per Andreotti; il minuto di silenzio più spettacolare che abbia mai sentito. Anche a dimostrazione del fatto che il popolo è molto meno bue di quanto lo si voglia far credere. Comunque... dopo i marziani della Lazio, e la vendetta consumata dal Napoli (9 banane in 4 giorni, bisognerebbe consultare gli almanacchi per vedere se ci sono precedenti) oggi siamo impegnati con in Real Parma di Donadoni. Riusciremo a fare un paio di punti da qua a domenica prossima? Guaraldi ha dichiarato che tra 51 e 42 non c’è sta gran differenza; e in relazione alle ambizioni e ai progetti che abbiamo, è verissimo, non cambia assolutamente nulla. Possiamo raggiungere qualsiasi traguardo in campionato, che l’anno dopo l’obiettivo è sempre quello: salvarsi. Ma da questo eterno deja vous, da “il bologna ai bolognesi”, da questa minorità obbligatoria di squadra materasso, da questa mentalità di provincia “ allora compralo tu il bologna”, dai padri-padroni con la “esscie” che sfruttano la storia del Bfc per monetizzare, chi ci salverà?
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