Dopo aver sentito le dichiarazioni del socio Renda, intervenuto in settimana in una nota trasmissione sportiva locale, ho avuto il grosso rimpianto che non tifasse Juve. A domanda diretta, se questa società fosse in grado di supportare il Bologna, Renda risponde sardonico che: “magari tra 3 mesi arriva lo sceicco”. Gli è stata fatta notare anche la programmazione a corto respiro della società. Il fatto che l’orizzonte temporale rimanga sempre quello della fine del campionato 2012/2013, come se avessero spostato di qualche mese la data della profezie Maya. n tutta risposta ha dichiarato: “dopo il 14 Maggio vedremo”. Però quando gli chiedono se gli piace il progetto del Centro Tecnico dice: “Perché no, lo finanziamo con un mutuo di 15 milioni col Credito Sportivo”

Non che ce ne fosse stato bisogno, ma abbiamo un ulteriore conferma che questa società sa pianificare benissimo progetti edilizi (e debiti) per le prossime decadi, trascurando con disinvolta serenità la programmazione sportiva e gestionale della società da qua a pochi mesi.

Fortunatamente in settimana sono stati pagati gli stipendi arretrati, ma ciò non toglie che a Bologna si sia tornati a respirare la stessa aria che tirava nell’autunno del 2010, quando ogni scadenza contabile era occasione per un triste conto alla rovescia.

Avrei voluto che il socio Renda avesse spiegato come fa una società in “tensione finanziaria” (parole testuali di Zanzi) e che non paga puntualmente gli stipendi ad accollarsi un mutuo di 15 milioni di euro. Ma probabilmente avrebbe risposto un “vedremo” anche in quell’occasione.

Credo ci sia una cosa ancora peggiore della mancanza di soldi: la mancanza di idee.

E ancora:“Parlano i fatti, l’anno scorso siamo arrivati noni”

Tralasciando volutamente il particolare che la squadra era stata costruita in parte da Longo e in parte da Bagni: non certamente da Zanzi la cui impronta sull’attuale campionato invece si vede benissimo.

Chicca finale: quando il presidente di Futuro Rossoblu Manuel Gulmanelli, anch’esso ospite nella stessa trasmissione, ha detto: “Le quote versate nel Bologna le possiamo considerare a fondo perduto”, Renda ha subito ribattuto tra il serio ed il faceto: “Non mettiamo limiti alla divina provvidenza”.

Questa è l’orchestra che suona mentre il Titanic affonda.

A proposito delle Associazioni, il presidente di Futuro Rossoblu venerdì si è incontrato anche con Guaraldi. Scopo dell’incontro era ragguagliare le Associazioni sulla situazione contabile e gestionale del Bologna, e sul ruolo delle Associazioni stesse nel Bfc, i cui capitali, se sommati, fanno della tifoseria rossoblù il secondo azionista della società.

Pare che l’incontro si sia concluso al momento con tanta disponibilità e un nulla di fatto.

Una cosa però appare chiara: lo spirito con cui le associazioni nascevano, che era quello di dare la possibilità alla tifoseria di avere voce in capitolo nella gestione della società, è stato e rimarrà disatteso.

Lo stesso Renda (socio che ha apportato meno capitale della singola associazione Futuro Rossoblu), durante la sua apparizione in Tv, è stato in grado di fornire alcuni particolari relativi al prossimo aumento di capitale. Particolari dei quali invece il buon Gulmanelli non era stato notiziato in alcun modo.

Questo a conferma del fatto che anche se i tifosi han messo i soldi per diventare soci, rimarranno sempre e solamente dei tifosi, da tenere a distanza di sicurezza dalla famosa “stanza dei bottoni”.

Invece il progetto di azionariato popolare pensato da Consorte, benché non avesse mai avuto come obiettivo quello di creare un nuovo Barcellona in Emilia, poteva essere l’occasione di fare calcio con un modello partecipativo, non più legato unicamente alle capacità economiche e gestionali di un singolo.

Un progetto certamente ambizioso, e che per poter essere sviluppato aveva bisogno del contributo di tutte le parti in causa.

Così non è stato e così probabilmente non sarà mai.

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