Comunque la si pensi non si può negare che la vicenda Diamanti stia assumendo i toni della più classica telenovela estiva. Gli organi di stampa sono già sulla notizia ed ogni giorno si aggiungono nuove dichiarazioni dei vari protagonisti. Come avvenne lo scorso anno per Ramirez, saremo quotidianamente bombardati da notizie, smentite e contro-smentite, fino al prologo della vicenda che ci auguriamo sia diverso da quello che vide protagonista il giovane talento uruguaiano. I soliti ignoti parlano di un Diamanti già promesso a Conte, il quale si é messo in testa l'idea meravigliosa di giocare con il 4-2-3-1 (come Bayern e Borussia). La possibile cessione di uno fra Vidal o Marchisio aprirebbe le porte allo sbarco in bianconero del nostro Alino Nazionale. L'idea dell'allenatore della Juventus potrebbe essere quella di rinforzare il centrocampo e vede in Diamanti l'elemento giusto. Come dargli torto, la sua è un'idea meravigliosa, ma deve capire che Diamanti ha un contratto con un'altra squadra che si chiama Bologna. Ci ricordiamo tutti di quelle dichiarazioni fuori luogo, che dipingevano Bologna come una città incivile. Bene quella città incivile risponde che Diamanti non si tocca e che la sua idea meravigliosa Antonio Conte se la può scordare. E' sufficiente leggere il contratto stipulato tra Diamanti ed il Bologna per capire che, se Guaraldi ascoltasse le voci di queste orde di incivili assiepate sotto i portici di Bologna e blindasse il fantasista di Prato, l'idea meravigliosa si trasformerebbe in un niente di fatto e Conte dovrebbe pensare ad un'alternativa. Dal punto di vista professionale l'eventuale scelta di Diamanti di lasciare Bologna per approdare alla Juventus è comprensibile, ma da tifoso sarebbe l'ennesimo colpo al cuore inferto durante la gestione Guaraldi. Comunque vada a finire è innegabile che la volontà del giocatore sia determinante, poiché quando si arriva a certi livelli una scelta del genere può condizionare la carriera. Rimanere a Bologna significherebbe giocare sempre, cosa che in bianconero non sarebbe garantita e per un giocatore che fa della nazionale la sua ragione di vita, perdere il posto da titolare potrebbe essere rischioso. D'altro canto il Diamanti visto quest'anno potrebbe tranquillamente trovare spazio nelle formazioni di Conte e raggiungere comunque l'obiettivo Brasile. Speriamo solo che Alino si ricordi di come Bologna portò fortuna a Roberto Baggio e che capisca che giocare a Bologna con la maglia rossoblu può valere tanto a livello di qualità di vita. In questi giorni sta entrando nel vivo la trattativa per il riscatto di Gilardino, che a quanto si legge sui giornali non è di così semplice soluzione come si pensava inizialmente e che vedrebbe Preziosi giocare al rialzo, forte di alcuni interessamenti (vedi Inter) nei confronti del bomber di Biella. Mentre per Diamanti la società può fare la voce grossa e non accettare un'eventuale offerta, per Gilardino il coltello dalla parte del manico è in mano al Genoa, che non credo abbia tra le sue priorità quella di accontentare Pioli e spedire l'attaccante ad Andalo. Essere costretti a cercare un'alternativa ad un attaccante come il Gila sarebbe un'impresa quasi disperata e getterebbe nello sconforto tutto l'ambiente, perché uno con il suo senso del gol, la sua capacità di fare reparto da solo e la sua esperienza, non si trova dietro l'angolo. Stiamo parlando di due giocatori che quest'anno hanno contribuito, forse più di tutti gli altri, alla salvezza del Bologna e quindi sarebbe fondamentale poterli avere anche il prossimo anno ma, in parte per le nostre scarse disponibilità economiche, in parte per errori commessi nelle scorse sessioni di mercato, il nostro destino dipende anche dal volere di altre società ed di altri presidenti. A questo punto è fondamentale farsi rispettare e non farsi prendere per il cravattino da nessuno. Se la Juventus vuole Diamanti lo deve pagare per quello che vale, mentre se il Genoa alza la posta per Gilardino si dovrà cercare la strada per accontentare Preziosi evitando al tempo stesso di svenarsi.
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