Dopo lo scialbo e asmatico pareggio contro il Sassuolo, il Bologna si è presentato a Livorno come nelle condizioni di quei bambini dalle scarse difese immunitarie, cui viene prescritta una cura di sole e mare per guarire. Peccato che all'Ardenza non funzioni neanche la terapia d'urto balneare, avendo gettato a mare un'importante salvagente per la salvezza.

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Se l'ancora era la ritrovata solidità difensiva, si è incautamente disarcionata sotto i colpi di Benassi e Paulinho, parsi pericolosi pirati alla retroguardia felsinea, colpita e affondata nell'arco di 5': attacco fulmineo dell'animatore Emeghara che ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla fascia destra seminando il panico. Neanche aver giocato il finale della ripresa in 11 contro 9 è servito: reazione fiacca e scomposta, supremazia territoriale irrilevante, attacco evanescente e casuale. Limiti riconosciuti e illimitati in attacco dove annega il riemerso Acquafresca e in difesa con la vulnerabilità dei laterali; si salva solo il centrocampo con Christodoulopulos che canta e porta la croce, siglando il rigore della speranza.

Sorride solo la statistica ai rossoblu in vantaggio coi toscani negli scontri-diretti in caso di arrivo in parità. Mister Ballardini sfodera l'arma della calma, anche se, settimana dopo settimana, i risultati negativi sono da mani nei capelli. Se non piove dal cielo una vittoria col Cagliari domenica al Dall'Ara, sperare nei risultati altrui diventerà un esercizio puramente dialettico come il proverbio di “chi visse sperando...”. Senza considerare la partita infrasettimanale da “dentro o fuori” a Verona, sponda Chievo.

Vincere per continuare a crederci, per non mollare e restare aggrappati alle teoriche possibilità di salvare la categoria, così tutti in ritiro a Coverciano a metà settimana per ritrovare una teorica compattezza...Ne darà un'esempio esemplare la tifoseria durante la manifestazione di massa che si terrà sabato pomeriggio vigilia anti-Cagliari a Zola Predosa, per ribadire ancora una volta il dissenso contro l'operato della società, di chi la dirige e la sta facendo affondare. Aperta a tutti coloro che hanno i gloriosi colori rossoblu nel cuore, pacifica e civile come l'armata rossoblu in campo, ci mancherebbe. Garantito.

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